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CONTROCORRENTE

A Salerno solito Toro soliti sprechi, poi c’è Ochoa

A Salerno solito Toro soliti sprechi, poi c’è Ochoa - immagine 1
Controcorrente di Gino Strippoli – Poca maturità dei granata che dominano un tempo ma poi mettono il freno a mano

Gino Strippoli

Questa sarebbe la tipica partita granata legata ai “Se”. Eh sì perché  se il Torino avesse più capacità nel finalizzare le azioni …; se tenesse bene il campo per 90 minuti e più…; se avesse un centrocampo con più qualità e tecnica…; se avesse più alternative in panchina per  il gioco d’attacco…: probabilmente avrebbe fatto sue le partite sia contro il Verona che contro la Salernitana. Già, perché proprio la squadra campana, allenata da Davide Nicola, dopo un primo tempo davvero orribile con un dominio granata, è riuscita a recuperare la partita proprio con i cambi dalla panchina. Soprattutto ha cambiato modulo inserendo Piatek, stravolgendo il suo attacco con tre punte e da quel momento radicalmente cambiando l’inerzia  della partita e l’asse del gioco, mettendo il difficoltà la difesa granata.

Il gol al 48’ di Vilhena è stata la conseguenza logica di un Toro che a inizio secondo tempo si è dimenticato di scendere in campo subendo l’organizzazione degli avversari. Tant’è che la Salernitana ha sfiorato il raddoppio al ’56 con Piatek che di piatto ha mandato di poco fuori e due minuti dopo Candreva con un gran tiro impegnava in respinta in angolo Milinkovic-Savic.

Certo il Toro ai punti avrebbe sicuramente vinto per le occasioni create molte sprecate e altre per sfortuna: il palo preso da Rodriguez sul finire della partita e prima ancora  sul finire del primo tempo altro palo preso da Schuurs. Poi mille occasioni che hanno trovato nel messicano Ochoa una barriera invalicabile abbattuta solamente da un gran gol di Sanabria.

Un Toro-bifronte che ha poche spiegazioni se non quelle di una squadra ancora poco matura per una classifica importante.  Se nel primo tempo il Toro ha dominato e avrebbe sicuramente meritato il raddoppio, nel secondo i granata son rimasti seduti a guardare gli avversari almeno per i primi 30 minuti .

Il gioco sulle fasce rispetto ai primi 45 minuti è scomparso con Vojvoda che dopo un ottimo primo tempo ha iniziato a non sostenere il gioco d’attacco, mentre Lazaro dalla parte opposta ha iniziato a incontrare più difficoltà con l’inserimento  di Piatek, dovendo arretrare  spesso per fermare il trio d’attacco salernitano.

Anche in mezzo al campo dove i granata avevano le redini del gioco improvvisamente le hanno lasciate agli avversari  inspiegabilmente.

Bravo Sanabria che se è vero che non è un centravanti che da profondità è altrettanto vero che con lui in avanti la squadra gioca meglio e le occasioni fioccano, poi il suo gol è stato bello. Il solito Schuurs ha dominato il suo avversario e non solo, Insomma  presi uno per uno i giocatori granata sono stati tutti bravi  e se il primo tempo finiva con 4 gol a 0 per il Toro nessuno avrebbe avuto nulla da dire. Ma alla fine è sempre il gioco complessivo di squadra che deve durare per tutta la partita soprattutto quando non si è capaci di chiuderla dopo un primo tempo giocato alla grande e con almeno 6 occasioni da gol in 45 minuti.

Sicuramente ci si aspettava dopo la pausa mondiale un Toro capace di fare molto di più visto che avrebbe incontrato Verona, Salernitana e prossimamente Spezia, ovvero tre squadre di certo non imbattibili. Adesso rimane la squadra ligure per chiudere questo trittico che poteva e doveva lanciare il Toro verso un campionato più soddisfacente ed invece con i pareggi il destino è quello di rimanere sempre nel limbo della serie A.

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