Male a inizio stagione, assente nel resto: l'ex Fiorentina difficilmente può ancora regalare un contributo alla squadra granata

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L'età è solo un numero. E chi dice il contrario, non è in grado di relativizzare un percorso, calcistico o di altro tipo. In questo sport l'età conta eccome: superati i 30, 32, in base al ruolo tutti i giocatori iniziano la propria fase calante, cercando di capire fino a quando potranno essere realmente competitivi in un campionato, per esempio, come quello di Serie A. Non conta, però, solo il numero. Cristian Ansaldi, nato nel 1986, a 34 anni, nel 2020 (e in realtà fino al 2022), faceva la differenza nel Torino e in Serie A, macinando assist e giocate di qualità sulla fascia sinistra. Nella stessa posizione, con un nome simile e, soprattutto, a pari età, ecco Cristiano Biraghi. L'ex viola compirà 34 anni il prossimo 1° settembre e, in questa stagione, non è stato in grado di fare la differenza al Torino.

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Un ringraziamento a Cristiano Biraghi

Il Torino un grande grazie a Cristiano Biraghi lo deve. Arrivato nell'inverno dell'anno scorso dalla Fiorentina, il numero 34 granata ha fatto decisamente bene nella prima parte del girone di ritorno. Con Vanoli la situazione rischiava di mettersi male e i nuovi arrivi, tra i quali Biraghi, appunto, Elmas e Casadei, hanno fatto la differenza per portare il Toro fuori dalle zone pericolose. Biraghi si è messo al servizio della squadra e con grande solidità ha dato il suo buon contributo per la causa. Riscattato per una cifra simbolica, non è riuscito a ripetersi in questa stagione. All'inizio la titolarità era sua. L'impressione era che al fianco di un giocatore d'esperienza come Biraghi il Toro volesse far crescere un profilo come Nkounkou, così da garantirsi il titolare per il futuro. Le cose, però, non sono andate proprio così. Biraghi è partito titolare all'inizio della stagione ma ha faticato a trovare il ritmo, sia dal punto di vista fisico che da quello tecnico-tattico, certamente complice una squadra che non ingranava. Discorso simile per Nkounkou, che per diversi motivi non è riuscito a incidere.

L'aiuto di Obrador, la fine della stagione di Biraghi

Seppure oggi si stia discutendo sul valore o meno di un riscatto, comunque elevato, come quello di Rafa Obrador, pari a 9 milioni, il suo arrivo ha decisamente cambiato gli ordini sugli esterni granata. Una volta esordito, lo spagnolo si è preso la titolarità sulla corsia mancina, alternandosi, al più, al solito adattato Lazaro o addirittura ad Aboukhlal. In quanto a Biraghi, non si è più ripreso il posto. Se già prima, nei mesi invernali, l'ex viola trovava minuti a sprazzi, nel 2026 questo è successo ancora più di rado. Per lui in quest'anno solare si conta una sola ora di gioco scandita su quattro presenze. Contando anche i minuti di recupero. 630 minuti complessivi in stagione per 15 presenze totali tra Serie A e Coppa Italia. Il dato di un giocatore inserito soltanto in un'occasione prima dell'80' e, dunque, senza mai la reale possibilità di risultare incisivo. Come, in effetti, non è stato.

Il voto dell'ex viola: insufficienza

Cristiano Biraghi ha faticato davvero in questa stagione e, con questi dati, sembra difficile ipotizzare un ruolo da protagonista per lui in questa squadra in futuro. La Redazione di Toro News lo valuta con un 5. L'ex viola è stato un giocatore importante nel girone di ritorno della scorsa stagione ma, in quanto a questa, non è più riuscito a incidere, risultando un elemento di ripiego da inserire a gara quasi conclusa per far respirare chi ha corso di più nel resto del match. Se c'è da impostare una nuova linea nell'organico del Toro nel corso di quest'estate, Cristiano Biraghi non è uno degli elementi da cui ripartire per costruire il Toro che verrà.

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