A cosa può servire la sosta?

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Abate ha ingannato tutti a Bologna: l'analisi (VIDEO)

La sosta arriva in un momento particolare per il Torino: 14 giocatori saranno impegnati con le rispettive Nazionali, da Mandragora a Vlasic, passando per Gineitis, Comert, Ismajli, Coco, Patterson, Ilkhan, Comuzzo, Fortini, Mascardi, Siviero, Luongo e Rodriguez. Un gruppo ridotto, quindi, ma non necessariamente un problema per Abate. Perché al Filadelfia resteranno proprio alcuni degli uomini sui quali il tecnico dovrà lavorare di più. Il primo è Ché Adams, che ha saltato anche Bologna per la lesione agli adduttori e potrebbe tornare a disposizione dopo la sosta o contro l'Udinese o a Parma. Poi c'è Cesare Casadei, che è fermo dalla prima giornata, ma ha recuperato e può sfruttare queste settimane per ritrovare pienamente la condizione. E soprattutto Duvan Zapata, ancora in ritardo perché non ha svolto il ritiro: Abate lo ha detto chiaramente, il colombiano deve ritrovare brillantezza. La pausa può quindi diventare una sorta di mini-preparazione per alcuni elementi.

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Quelli da inserire e l'attacco...

Poi c'è chi deve semplicemente entrare davvero nel progetto. Oristanio ha avuto fin qui spazio limitato, ma il suo ingresso a Bologna ha cambiato la partita. Mentre Bragança ha mostrato di poter aggiungere qualità e contro il Bologna è partito titolare prima di essere sostituito: ora deve aumentare i minuti nelle gambe. È però davanti che Abate avrà la possibilità più interessante: con Adams da recuperare e tutti gli altri attaccanti finalmente coinvolti nel lavoro, il tecnico potrà provare con continuità soluzioni e coppie diverse. Simeone, Kulenovic, Zapata, Adams e lo stesso Oristanio offrono caratteristiche differenti: il problema, nelle prime giornate, è stato proprio trasformarle in una produzione offensiva più continua. Solo Adams con due gol e Kulenovic a Bologna sono andati in rete.

E allora la sosta può servire soprattutto a questo: dare un'identità all'attacco. Abate ha già ammesso che il Toro deve migliorare in fretta e che il momento richiede più gol e più cinismo. Il lavoro non sarà soltanto fisico, ma soprattutto tattico: movimenti della punta, connessioni con le mezzali, attacchi della profondità e, soprattutto, capire se il sistema a una punta utilizzato fin qui sia davvero quello che valorizza meglio gli uomini a disposizione. La ripresa contro l'Udinese, il 12 ottobre, dovrà raccontare un Toro diverso. La sosta non sarà servita a tutti allo stesso modo: per qualcuno sarà un recupero, per altri ulteriori fatiche, per altri ancora la possibilità di conquistarsi finalmente un posto. Per Abate, invece, a partire da domani quando riprenderanno gli allenamenti al Filadelfia, sarà il primo vero momento per costruire il Toro che ha in testa.

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