Abate ci riprova con il centrocampista serbo, ma le vecchie esperienze non lasciano ben presagire

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Capitolo 5 (con riserva) dell'avventura di Ivan Ilic al Toro. Nei primi giorni del ritiro a Pinzolo, Ignazio Abate sembra intenzionato a concedere un'altra occasione al centrocampista serbo. Nelle esercitazioni tattiche lo ha infatti provato con continuità nella coppia di mediani del 3-4-2-1, alternandolo soprattutto con Ilkhan e dandogli spazio tra quelli che, almeno in questa prima fase della preparazione, possono essere considerati i due centrocampisti titolari. Un segnale che lascia pensare alla volontà di rilanciare un giocatore che, negli ultimi due anni, ha visto il proprio rendimento, mai troppo positivo, precipitare insieme al suo peso all'interno della rosa granata.

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Juric lo volle a tutti i costi, ma i 15 milioni non sono mai stati ripagati

Il centrocampista serbo, come molti ricorderanno, arriva a Torino nel gennaio del 2023 per circa 15 milioni di euro più bonus, una cifra importante che testimonia quanto Ivan Juric credesse nelle sue qualità. Del resto era stato proprio il tecnico croato a volerlo fortemente, dopo averlo fatto esplodere negli anni precedenti al Verona. L'anno e mezzo con Juric rappresenta ancora oggi il periodo migliore della sua esperienza in granata, ma è anche quello che lascia il maggiore rimpianto. Ilic alterna giocate di alto livello a partite in cui appare spesso svogliato e poco coinvolto, senza mai riuscire a giustificare fino in fondo un investimento così importante. Eppure trova continuità di minutaggio, fiducia e un allenatore disposto ad aspettarlo. Alla fine della stagione 2023/24, nonostante un rendimento inferiore alle aspettative, la sensazione era che il meglio dovesse ancora arrivare. L'addio di Juric, invece, segna il vero spartiacque della sua avventura al Toro e, ancora oggi, quel periodo resta l'apice della sua esperienza in granata.

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Vanoli e Baroni, gli ultimi tentativi: D'Aversa depone le armi

Con l'arrivo di Vanoli, però, la parabola di Ilic cambia improvvisamente direzione. Il nuovo tecnico prova inizialmente a ripartire anche dal centrocampista serbo, ma il rendimento continua a essere troppo altalenante. Nel frattempo, durante il mercato invernale, sembra arrivare la svolta: lo Spartak Mosca è a un passo dall'acquistarlo per una cifra vicina ai 20 milioni di euro, un'operazione che avrebbe consentito al Torino persino di realizzare una plusvalenza rispetto ai circa 15 milioni investiti due anni prima. L'affare, però, salta nelle battute finali e Ilic resta in granata. Da quel momento in poi, complice anche i continui problemi fisici, il suo spazio si riduce sempre di più, fino a chiudere la stagione con appena 20 presenze complessive. Nemmeno il successivo cambio in panchina riesce a invertire la rotta. Baroni prova a rilanciarlo nei primi mesi della stagione, continuando a credere nelle sue qualità, ma ancora una volta il serbo alterna prestazioni opache a nuovi infortuni che gli impediscono di trovare continuità. A dicembre anche quel tentativo si esaurisce. Con l'arrivo di D'Aversa, infine, arriva la resa definitiva: Ilic scivola completamente ai margini del progetto tecnico, raccogliendo appena 22 minuti nelle ultime dodici giornate di campionato. La stagione si chiude con sole otto presenze in Serie A e con l'ultima da titolare che risale addirittura al derby d'andata dell'8 novembre.

Abate, sei sicuro di volerci provare?

Da possibile plusvalenza da circa 20 milioni a riserva fissa nel giro di poco più di un anno. È questa l'eredità che Ignazio Abate si ritrova tra le mani. Il nuovo tecnico granata sta provando a rilanciare Ilic, ma a differenza dei suoi predecessori sa di ripartire da un terreno già battuto. Prima Vanoli, poi Baroni hanno cercato di restituire al serbo un ruolo centrale nel Torino, senza mai ottenere le risposte sperate. D'Aversa, infine, ha finito per deporre le armi, relegandolo ai margini del progetto tecnico. Ecco perché questo è davvero il capitolo 5, ma con riserva. Ilic si appresta a iniziare la sua quinta stagione in granata (la quarta e mezza, a essere precisi), ma il suo futuro è tutt'altro che scritto. Il ritiro di Pinzolo può rappresentare l'ennesima occasione per riprendersi il Toro, ma anche l'ultima. Se convincerà Abate, il serbo potrà finalmente provare a mantenere quelle promesse che avevano spinto il club a investire 15 milioni di euro su di lui. Se invece dovesse arrivare un'offerta ritenuta congrua, il Torino difficilmente si opporrebbe alla sua cessione. Perché, dopo due anni e mezzo di occasioni mancate e più di un tentativo di rilancio fallito, la pazienza granata sembra essere arrivata ai titoli di coda. Abate riuscirà dove Vanoli e Baroni hanno fallito o sarà soltanto l'ennesimo capitolo di una storia che, ormai, sembra destinata a concludersi lontano da Torino?

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