Il presidente granata ringrazia ed evidenzia le qualità di Paleari, ma sul mercato...
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I nomi accostati al Torino nell'ultimo mese non sono mancati: da Falcone a Ravaglia, passando per il portiere del momento Orlando Gill, fino ai suggestivi Ramsdale e Perri, senza dimenticare Diego Mascardi, operazione vicina ma non ancora definita. Eppure, il mercato della porta continua a non decollare. A un giorno dalla ripresa degli allenamenti al Filadelfia, gli unici estremi difensori a disposizione di Abate saranno Alberto Paleari e Lapo Siviero, fresco di rinnovo fino al 2029. Mentre Franco Israel è reduce dall'operazione alla spalla ed è comunque destinato a lasciare il Torino. A fare un po' di chiarezza ci ha provato Urbano Cairo. O almeno, ci ha provato.
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Cairo: "Forse arriverà un portiere, ma Paleari va ringraziato"
Clicca qui per aggiungere Toro News alle tue fonti preferiteSul mercato, come da tradizione, il presidente granata ha scelto la linea della prudenza. Alla presentazione dei palinsesti di La7, però, qualcosa gli è sfuggito: "Qualche innesto giovane e da mettere subito in campo. Tra loro ci manca un portiere, ma Paleari io lo ringrazio, per me ha fatto benissimo". Dichiarazioni da prendere con le pinze, perché negli anni le parole di Cairo sul mercato hanno spesso anticipato scenari poi mai concretizzati. Un messaggio, però, arriva forte e chiaro: il Torino un portiere lo sta ancora cercando. Il riferimento a Paleari suona come un attestato di stima e un riconoscimento per quanto fatto nella scorsa stagione, più che come una vera investitura in vista del campionato.
Paleari convince, ma il Toro è ancora senza un numero uno
Paleari si è guadagnato la conferma. Il classe 1992 ha risposto presente nel finale della scorsa stagione, raccogliendo l'eredità di Milinkovic-Savic e di un Israel mai realmente convincente. Ma riconoscere il suo rendimento è una cosa, affidargli le chiavi della porta granata per un'intera stagione è un'altra. Ed è qui che emerge il vero problema. A un giorno dal raduno, Abate non sa ancora chi sarà il suo portiere titolare. Un'incertezza difficile da spiegare, soprattutto perché il Torino conosce da mesi la necessità di intervenire in quel ruolo. La fumata bianca continua a slittare e il nuovo allenatore inizierà il ritiro senza uno dei pilastri della squadra. La scorsa estate avrebbe dovuto insegnare qualcosa: Israel arrivò il 27 luglio, quindi non in ritardo, ma la scelta si rivelò sbagliata e il pesantissimo 5-0 contro l'Inter alla prima giornata fu il primo campanello d'allarme. Stavolta al Torino serviranno entrambe le cose: chiudere in fretta e, soprattutto, non sbagliare il profilo. Perché un'altra scommessa tra i pali rischierebbe di costare molto più di qualche punto.
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