La squadra di Alvini ha avuto un avvio di campionato straripante: l'attacco è l'arma principale
Serie A, esoneri da record nelle ultime stagioni: il paragone con il resto d'Europa
Il Torino si prepara ad affrontare una delle squadre più sorprendenti del campionato. Domani alle 15, allo Stirpe, i granata troveranno un Frosinone reduce dal travolgente 5-1 rifilato al Lecce e da un avvio di stagione che ha già assunto contorni straordinari. I ciociari hanno realizzato 13 gol nelle ultime tre partite, andando sempre a segno almeno quattro volte: quattro reti al Sassuolo, altrettante all'Atalanta e cinque al Lecce. Una sequenza impressionante, che in Serie A non si verificava dall'Inter della stagione 2023-24. Ma c'è di più: con 17 punti dopo nove giornate, la squadra di Alvini ha eguagliato il miglior avvio di una neopromossa dalla Juventus del 2007-08. Anche allo Stirpe i numeri sono impressionanti: il Frosinone ha vinto quattro delle cinque partite disputate in casa dall'inizio del campionato, facendo del proprio stadio un vero e proprio fortino. Un rendimento perfetto che, sommato alla prolificità offensiva, racconta tutta la difficoltà dell'impegno che attende il Toro di Abate
La mano di Alvini
Dietro questa esplosione offensiva c'è la mano di Massimiliano Alvini, che ha dato alla squadra un'identità precisa, fatta di intensità, aggressività e ricerca costante della profondità. Il Frosinone non ama rallentare il gioco né affidarsi a un possesso fine a se stesso: cerca verticalità, prova a recuperare palla in avanti e, appena trova spazio, attacca con tanti uomini. Le corsie esterne sono uno dei principali punti di forza, con Ghedjemis (4 assist) e Kvernadze (3 gol e s passaggi decisivi) capaci di puntare l'uomo, creare superiorità e arrivare alla conclusione. A dare qualità alla manovra ci pensano Schmid (2 reti e 4 assist) e Calò (4 e 1), importanti nella costruzione e nell'ultimo passaggio, mentre Raimondo è al momento il capocannoniere della Serie A, insieme a Varela, con 8 gol. Un reparto ricco di soluzioni, nel quale il pericolo può arrivare da più zone del campo e non soltanto dal centravanti: tutti segnano e tutti difendono.La dimostrazione più evidente è arrivata proprio contro il Lecce. Oltre ai protagonisti più attesi, a prendersi la scena è stato anche un giocatore subentrato dalla panchina, Birligea, autore di una doppietta nel finale e ulteriore conferma della profondità delle soluzioni a disposizione di Alvini. Il Frosinone, infatti, non dipende da un singolo interprete: ha diversi giocatori capaci di incidere, inserirsi e trovare la porta. La sua forza sta anche nella capacità di mantenere alta l'intensità per tutta la partita, sfruttando i cambi per continuare ad attaccare e mettere in difficoltà gli avversari. Un aspetto che il Toro dovrà tenere particolarmente in considerazione, perché contro i ciociari non basterà contenere le iniziative dei titolari: servirà attenzione fino all'ultimo minuto. I numeri raccontano una squadra che ha ormai smesso di essere una sorpresa e che, giornata dopo giornata, sta costruendo qualcosa di importante. Il Frosinone di Alvini segna tanto, vince con continuità e soprattutto ha trovato un'identità riconoscibile. Per il Toro, domani, ci sarà da fare i conti con una delle realtà più brillanti di questo avvio di stagione.
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