Il trequartista in arrivo dal Venezia rappresenta la prima operazione di Petrachi nel mercato estivo
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Il primo acquisto del calciomercato targato Gianluca Petrachi sarà, senza dubbio, una sorpresa e porterà con sé più di un interrogativo. L'arrivo di Gaetano Oristanio dal Venezia, in prestito con diritto di riscatto fissato a circa 5 milioni di euro, rappresenta un'operazione che in pochi si aspettavano: il suo nome, infatti, non era mai emerso con insistenza nelle ultime settimane. Il classe 2002 sbarca in granata con qualità tecniche indiscutibili, ma anche con diversi dubbi legati alle tempistiche dell'affare, alle condizioni fisiche e alla logica di un investimento che, almeno inizialmente, ha colto tutti di sorpresa.
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Le tante ombre del primo affare
Guardando all'attuale rosa del Toro e alle sue mancanze, soprattutto dal centrocampo in giù, l'approdo in granata del trequartista, che tra lunedì e martedì sosterrà le visite mediche, non è di certo la prima mossa che ci si sarebbe aspettati. Assodato questo, il classe 2002 porta con sé anche altri dubbi. Tralasciando il fatto che si tratta dell'ennesimo arrivo in prestito con diritto di riscatto, una formula tanto cara a Cairo e al Toro, ma che raramente si trasforma in un acquisto definitivo, come dimostrano anche i prestiti della scorsa sessione invernale, le principali incognite riguardano la sua tenuta fisica e la sua collocazione tattica. Nell'ultima stagione, trascorsa in prestito al Parma, Oristanio non è mai riuscito a trovare la giusta continuità, soprattutto a causa degli infortuni. Prima il problema muscolare all'adduttore, rimediato a settembre proprio contro il Torino, poi quello più serio al ginocchio, che gli ha fatto saltare tutta la parte finale del campionato. Il bilancio finale parla di sole otto presenze da titolare, 20 complessive e una sola rete in campionato. Per quanto riguarda la posizione in campo, invece, molto dipenderà dal modulo che Ignazio Abate deciderà di adottare. In un 3-5-2 Oristanio rischierebbe di essere poco valorizzato e di non avere una collocazione ben definita, mentre in un 3-4-2-1 potrebbe agire alle spalle della punta, nel ruolo più adatto alle sue caratteristiche. Una scelta che, però, significherebbe lasciare inizialmente fuori due tra Simeone, Zapata e Adams, ammesso che lo scozzese resti in granata. Anche per questo l'operazione lascia più di un interrogativo e, per certi versi, avrebbe avuto più senso un anno fa, quando Oristanio era già finito nel mirino del Torino e si sarebbe sposato alla perfezione con il 4-2-3-1 che Marco Baroni aveva in mente. Ma questa, ormai, è tutta un'altra storia.Una fantasia da rievocare
Se i dubbi non mancano, lo stesso vale per le qualità. Oristanio è un giocatore che negli anni del settore giovanile dell'Inter aveva impressionato proprio per la sua fantasia, la capacità di saltare l'uomo e di inventare la giocata decisiva. Un talento che, però, nelle ultime stagioni si è visto soltanto a tratti, complice anche una crescita non lineare e i tanti problemi fisici che ne hanno frenato l'esplosione definitiva. Proprio per questo il suo approdo in granata rappresenta una scommessa: il Torino punta a rievocare quel giocatore che sembrava destinato a un percorso diverso. Allo stesso tempo, anche la squadra granata ha bisogno di ritrovare quella fantasia tra le linee che negli ultimi campionati è spesso mancata, affidandosi quasi esclusivamente alle giocate di Vlasic. Se Oristanio riuscirà a ritrovare la migliore versione di sé, allora il suo arrivo potrebbe rivelarsi molto più importante di quanto oggi lasci immaginare.© RIPRODUZIONE RISERVATA