Il difensore del Torino cerca spazio nel club e nella nazionale: i due nuovi tecnici vanno convinti
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Sali e scendi
Facciamo un passo indietro, fino all’8 luglio 2025, quando Ismajli si univa ufficialmente al Torino. L’arrivo in granata aveva portato con sé aspettative importanti: il difensore era considerato tra i probabili titolari, ma i problemi fisici ne avevano condizionato utilizzo e minutaggio nella gestione Baroni. La situazione era migliorata con D’Aversa, quando Ismajli aveva trovato una manciata di presenze dal primo minuto, fino a diventare leader fisso della difesa, trovando anche un po' di quella continuità tanto cercata.
La parentesi si è chiusa, poi è arrivato Abate. Anche in quel caso, sembrava esserci tutto per immaginare Ismajli al centro della retroguardia, ma il tecnico, finora, ha scelto invece di affidarsi con maggiore frequenza al terzetto composto da Comuzzo, Coco e Cömert. La storia non è molto diversa da quella vissuta con la Nazionale. Nell’ultima gestione Sylvinho, Ismajli non era diventato una presenza fissa della difesa albanese: il tecnico preferiva spesso una linea a quattro con Bujar Pllana o Ajeti - sì, proprio quell'Ajeti che nel 2016 è passato anche da Torino - al fianco di capitan Djimsiti.
Adesso c’è Maran e tutto può cambiare, ma la concorrenza resta. Djimsiti è il riferimento principale e la concorrenza non è poca. Il tema, però, va oltre le tre partite in programma. Le sue qualità non sono mai state il vero problema. Il difensore ha esperienza, struttura fisica e caratteristiche che gli permettono di adattarsi a sistemi diversi. A mancargli è stata piuttosto la continuità, quella capacità di stare con regolarità dentro le scelte di un allenatore e di dare una risposta costante quando viene chiamato in causa. È un discorso che il Torino conosce bene e che torna a galla anche con la Nazionale. Cambiano gli allenatori, cambiano le gerarchie, ma Ismajli continua a trovarsi a metà strada tra il ruolo di titolare e quello di alternativa. La Nations League può offrirgli la possibilità di invertire questa tendenza, soprattutto con tante partite concentrate in pochi giorni. Prima, però, bisognerà capire quanto Maran punterà davvero su di lui.
La domanda che accompagna Ismajli ormai da tempo, infatti, è sempre la stessa: quanto può diventare affidabile nel lungo periodo? La qualità del giocatore è evidente, ma per trasformarla in una certezza serve qualcosa che fin qui è mancato. La continuità, appunto. Scendere dall’altalena e restare in campo con regolarità: per Ismajli e per il Torino è questo il passaggio ancora da compiere.
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