Le tre sentenze di Torino-Genoa 3-0: Belotti oggi è il miglior attaccante italiano

Sentenze / Si vedono i frutti del lavoro di Longo: l’emblema è la rete dell’uno a zero arrivata da uno schema da calcio d’angolo

di Luca Sardo

TRE SENTENZE

TURIN, ITALY – JULY 16: Sasa Lukic (L) of Torino FC celebrates a goal with team mate Andrea Belotti during the Serie A match between Torino FC and Genoa CFC at Stadio Olimpico di Torino on July 16, 2020 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Il Torino di Moreno Longo vince contro il Genoa in una gara fondamentale in ottica salvezza. Con i tre punti guadagnati ieri sera i granata ora si sono portati a +8 dal Lecce terzultimo e possono tirare un profondo sospiro di sollievo. Contro i rossoblu di Nicola a sbloccare la partita è stato un colpo di tesa di Bremer arrivato dopo uno schema da calcio d’angolo, poi nella ripresa Lukic ha firmato il 2-0 del Toro ed il solito Gallo Belotti ha chiuso definitivamente i conti nel finale. Ecco le tre verità che il match contro i rossoblu ci ha lasciato.

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  1. renatoponzzo - 3 mesi fa

    Belotti all’inter è come il toro in B…

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  2. leggendagranata - 3 mesi fa

    Sì è vero in qualche dettaglio si vede la mano di Longo, ma il gioco non è ancora soddisfacente. Manchiamo di velocità, di capacità di pressare alto l’ avversario, di sviluppare azioni rapide e con palla bassa a centrocampo, dove siamo stati in sofferenza praticamente contro qualsiasi avversario (anche col Genoa e per fortuna che c’ è in porta Sirigu). Comunque il lungo lockdow è servito per far riflettere un tipo molto cauto come Longo e, forse, è anche servito l’ arrivo di un ds come Vagnati. Fatto sta che si è scelta la strada del cosiddetto attacco pensante, con Belotti, Zaza e Verdi in campo, soluzione che ci ha permesso di raggranellare 3 vittorie e 1 pareggio, non credo sia un caso. Ho tirato in ballo Vagnati perchè prima del suo arrivo la scelta di dare fiducia a Zaza e Verdi non era ancora stata fatta da Longo, il quale stenta a scrollarsi di dosso (così come la squadra) i difetti dell’ impostazone mazzariana (difesa bassa, centrocampisti abbastanza bloccati, lancione lungo o palla sulle fasce, scarsissimi sviluppi per vie centrali). Comunque si va maggiormente al tiro dal limite, che con Mazzarri era un araba fenice: sembra una banalità ma nel calcio se non si tira verso la porta avversaria non si segna. Questo (oltre ai calci d’ angolo) è un altro dettaglio su cui Longo deve avere lavorato. Rimane il grande interrogativo: confermarlo per la prossima stagione o no? Non ho nulla contro Longo, ma spero che la società ponderi bene, senza farsi pressare da una piazza che troppo spesso per “amore” della maglia si lascia romanticamente condizionare da fattori come “è un ragazzo del Filadelfia”, “è un “vecchio cuore granata”. Parametri su cui non si deve più fare alcuna scelta tecnica, ne abbiamo visti troppi personaggi di quel genere fare danni: da Sandro Mazzola, ds all ‘epoca di Ciminelli, a Ezio Rossi, a Franco Lerda, agli stessi Rampanti e Caudio Sala nelle loro brevi esperienze di allenatori del Toro. Preferirei arrivasse un tecnico di prosettiva, capace di dare maggiore personalità al gioco del Toro, con più esperienza di Serie A.

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  3. user-14373160 - 3 mesi fa

    Andrea Belotti,il “Gallo”:Leggenda del TORO!!!

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    1. Toronelcuore - 3 mesi fa

      Speriamo domenica un bel biscotto 1 a 1 dove i viola fanno segnare il nostro mitico GALLOOOOOOOOO

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      1. Granata - 3 mesi fa

        Nessun biscotto!!! È da gobbi schifosi!!! Si gioca sempre per vincere !!!!

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        1. fabio.tesei6_13657766 - 3 mesi fa

          Hai ragione, però devi ammettere che un tranquillo pareggio non farebbe schifo, anche per tirare un po’il fiato.

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