Successo grandioso per l'iniziativa. Martin Vazquez: "Qui ho passato due anni intensti"
(Video) La partita della Leggenda, le parole di Willy Peyote
"Per me sono stati anni intensi, mi sono ritrovato con qualche tifoso: mi ha trasmesso quel ricordo e quell’attaccamento”. Davvero curioso che Rafael Martin Vazquez abbia trascorso soltanto due stagioni al Torino, considerando l’intensità dell’esperienza. “Mi sarebbe piaciuto restare di più”, ma nell’immaginario collettivo dei cuori granata basta e avanza. Acquistato da un Toro neopromosso, si qualificò in Europa per poi arrivare vicinissimo a conquistarla nel doppio confronto con l’Ajax. Forse, l’unico rimpianto di quella spola tra il Delle Alpi e il Filadelfia, che questa sera lo ha riaccolto suscitandogli emozioni impagabili. Non è più la Fossa dei Leoni dell’anno della sua firma, nel 1990, e dei saluti del 1992.
È la prima volta che torna nel Fila reinaugurato nel 2017 dalle macerie. Ma, nonostante gli anni e i cambiamenti strutturali, non cambia l’affetto della sua gente, così come l’attenzione di cronisti, giornalisti televisivi e – unica novità – content creator. Per l’occasione, il numero 10 è tornato a campeggiare sulle sue spalle. Ma solo come passerella: non è stata l’occasione per rivederlo calcare il terreno del Fila con il pallone tra i piedi, bensì per attestare uno charme invidiabile, supportato dai 60 anni compiuti lo scorso 25 settembre.
Per lo spagnolo è stata soprattutto l’opportunità di rivedere visi ben noti, compagni inscindibili di quella cavalcata nella quale ebbe anche l’occasione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, battendo il suo Real Madrid, di cui – da esponente della Quinta del Buitre – fu alfiere. Come Pasquale Bruno, che questa sera si è inventato tecnico della formazione Amici e Artisti Granata, che poteva annoverare tra le sue fila anche Willie Peyote, il quale – come ha raccontato a Toro News – lega il suo primo ricordo allo stadio proprio a Martin Vazquez: “La prima volta che andai allo stadio con mio padre c’era lui che giocava. È un’immersione nei ricordi”, prima di aggiungere: “Spiegare cos’è il Filadelfia per un tifoso del Toro è difficile, però noi lo sappiamo già”. E giocarci, ancora di più.
Speciale anche per chi, come Boosta dei Subsonica, Eugenio Cesaro degli Eugenio in Via di Gioia e Oskar degli Statuto, ha rappresentato questo connubio tra la scena musicale torinese e l’amore per il Toro. Artisti che si sono confrontati con gli ex granata schierati da Clara Mondonico e Angelo Cereser. Tra loro Gianluca Comotto, Luca Mezzano, Andrea Menghini, Oscar Brevi, Antonino Asta, Vincenzo Sommese, Roberto Stellone, Simone Tiribocchi e Marco Ferrante.
La presenza di circa 2.000 tifosi al Filadelfia, oltre a ribadire il rapporto stretto con chi quella maglia l’ha indossata e onorata, serve anche a sottolineare l’importanza di chi preserva questa storia unica, come il Museo della Leggenda e della Storia Granata, al quale è stato devoluto il ricavato dell’evento affinché possa trasferirsi da Grugliasco al luogo più congeniale: il Filadelfia.
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