Esperienza lampo per l'ex Napoli al Toro: qualità intraviste a sprazzi, ma senza riuscire nel complesso a lasciare il segno, convincendo solo a metà
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Arrivato a Torino con la formula del prestito secco, l'avventura in granata di Luca Marianucci è iniziata già con i presupposti di un classico contratto a termine. Giovane classe 2004, il centrale è stato preso per rafforzare una difesa fin lì che aveva subito troppi gol e che aveva visto la risoluzione del contratto di Adam Masina. Dopo un 2024/25 disputato a buoni livelli con la maglia dell'Empoli, nonostante la retrocessione finale del club in Serie B, in cui il livornese era riuscito a conquistare un posto da titolare e continuità, il Napoli aveva deciso di puntare su di lui in estate. Ma i primi sei mesi con i partenopei sono stati tutt'altro che esaltanti per Marianucci, che è finito per accumulare solamente 2 presenze in campionato, delle quali una da titolare e una da subentrato. Sebbene i minuti disputati con gli azzurri siano stati la miseria di 118 in totale, l'ex Empoli è riuscito a mettere a referto un assist.
Marianucci, con Baroni è scattata la scintilla
Chiamato a raddrizzare la barra di un reparto difensivo che aveva incassato 40 gol in 22 partite di Serie A, Marianucci è giunto in quel di Torino con l'intenzione di trovare titolarità e minuti e una squadra disposta a offrirglieli alla ricerca di maggior solidità e ordine e in una situazione di classifica pericolante. Al timone della squadra granata c'era Marco Baroni, con il quale, un po' per caratteristiche, un po' per necessità, c'è stato subito un buon feeling. Nelle prime quattro partite con la maglia granata, delle quali tre di campionato e una di Coppa Italia, Marianucci è stato schierato sempre nell'11 di partenza, trovando spazio soprattutto nel ruolo di braccetto destro nella difesa a 3, ma anche da centrale. Il suo impatto però non è stato del tutto convincente, con il Toro che ha subito 6 gol e ha registrato ancora amnesie difensive. Nell'ultimo match della gestione Baroni, nel quale i granata sono stati travolti 3-0 dal Genoa, il classe 2004 è scivolato in panchina per l'impiego dal 1' di un altro arrivo di gennaio Enzo Ebosse. Poi con l'avvicendamento in panchina, la musica è cambiata per l'ex Napoli.Clicca qui per aggiungere Toro News alle tue fonti preferite
D'Aversa e un riscontro diverso dalle aspettative
All'ombra della Mole Antonelliana, in seguito alla disfatta di Genova si è insediato una vecchia conoscenza del calciatore scuola Empoli: Roberto D'Aversa. Novità che lasciava presagire una possibile continuità nel percorso a Torino per Luca, sulla linea di quanto vissuto in terra toscana. Il giovane difensore, infatti, con il tecnico sulla panchina empolese, era gradualmente diventato una garanzia della difesa, guadagnandosi la stima e la fiducia dell'allenatore. Ma le prime cinque gare con D'Aversa hanno rivelato ben altro, con Marianucci che ha calcato il campo per un solo minuto, nella roboante vittoria per 4-1 con il Parma. Della serie: i crediti sono azzerati, la fiducia va riconquistata. E il giovane centrale in silenzio si è messo a lavorare sodo e con fatica e ben presto si sono visti i risultati. Prima gli ingressi in campo, con l'ex Empoli che ha trovato rispettivamente 23, 22 e 37 minuti nelle tre sfide successive. Poi l'infortunio di Ismajli ha aperto le porte al suo rientro da titolare nelle partite con Udinese, Sassuolo e Cagliari, terminando infine la propria stagione e avventura a tinte granata con una gara d'anticipo per via di una contusione al ginocchio. Ma se il centrale livornese si è reso protagonista di una crescita a livello di minutaggio, non si può dire lo stesso a livello di solidità. Le colpe sono da dividere con i compagni di reparto sia chiaro, ma dopo due spezzoni promettenti con Verona e Cremonese, negli ultimi 262' disputati nella retroguardia granata, sono arrivate 6 reti subite e due sconfitte, un pareggio e una vittoria.Il voto: nell'attesa di capire se tornerà in granata, Marianucci è rimandato, 5.5
Non si può parlare di bocciatura, perché 11 match per valutare la sua esperienza a Torino non sono un numero sufficientemente ampio. Ciò che c'è di certo è che il difensore ex Empoli, ora tornato a Napoli per la fine del prestito, è reduce da un percorso a fasi alterne e in cui non è riuscito a convincere a pieno per ora. Sì, per ora, perché la società granata ha comunque riallacciato i rapporti con la proprietà partenopea per chiedere di un eventuale rinnovo del prestito. Il futuro resta da decifrare e non è detto che le strade tra il Toro e il calciatore si incrocino nuovamente. Un altro dato inconfutabile è che se il rendimento difensivo del Toro è migliorato nella seconda parte di stagione una parte di merito va anche a lui. Il rovescio della medaglia indica però che con il centrale livornese in campo sono stati incassate 12 reti in 11 presenze complessive, quindi una media superiore ad un gol a partita. Un bilancio che tende leggermente al negativo, simile al rimandato a settembre, anche se in questo caso resta da capire se il Toro sarà disposto ad affondare il colpo e riprendere Marianucci nel corso dell'estate, per offrire una seconda possibilità al difensore livornese.© RIPRODUZIONE RISERVATA