Torino, Segre e Buongiorno in rampa di lancio: sono i segnali del lavoro del vivaio

Il tema / Il Torino ha sei giocatori in rosa che sono cresciuti nel settore giovanile: il club granata inizia a raccogliere il lavoro di tanti anni

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

“Sono due giocatori per i quali prevedo un ottimo futuro”. Lo ha detto Francesco Conti di Jacopo Segre e Alessandro Buongiorno, dopo la vittoria del Torino contro la Virtus Entella. Un match nel quale i due ragazzi scuola Toro hanno fatto capire di poter essere gettati nella mischia anche in Serie A. In attesa di poter capire se questi due giocatori dimostreranno di poter essere protagonisti nella massima serie, va registrato che la loro crescita va inquadrata nell’ambito di un processo attualmente in corso al Torino, ovvero la raccolta dei frutti dopo anni di semina da parte del settore giovanile.

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VIVAIO – L’obiettivo principale di un vivaio, si sa, è quello di produrre giocatori di valore. Nel caso del Torino, questo si traduce nella produzione di giocatori di Serie A, che possano essere un’arma per la prima squadra o che vengano venduti per realizzare plusvalenze da reinvestire. Per intendersi, è ciò che ha portato l’Atalanta ad innescare un ciclo virtuoso che l’ha portata fino ai quarti di Champions. In casa Toro non si è di certo agli stessi livelli, però dopo otto stagioni dell’attuale gestione del vivaio firmata da Massimo Bava, in questo 2020 si stanno vedendo arrivare i primi risultati concreti.

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FRUTTI – Attualmente sono infatti sei i giocatori della prima squadra che sono passati almeno dalla Primavera: oltre ai già citati Buongiorno e Segre, l’altro nome che spicca è quello di Singo, che non è certo cresciuto nel Torino, ma è in Primavera che ha avviato la trasformazione da difensore centrale a laterale. Poi ci sono Edera e Millico, due giocatori che devono ancora capire come mettere a frutto le proprie qualità ma che hanno buona tecnica, e Ferigra, difensore che al momento non è nelle rotazioni di Giampaolo ma è entrato a far parte della nazionale dell’Ecuador e come tale potrebbe rappresentare una plusvalenza futura. Quella che quest’anno ha prodotto la cessione di Bonifazi alla Spal per oltre dieci milioni. Si tratta di primi risultati concreti che rappresentano la punta dell’iceberg, perché – come già approfondito su queste colonne – quest’anno sono 57 i giocatori prodotti dal Torino in giro per l’Europa. Il lavoro di un settore giovanile, insomma, si vede nel tempo. E, con una quantità di risorse economiche impiegate inferiore rispetto a quella di altri club, a Torino i primi risultati ora si vedono.

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  1. moulinsk_937 - 2 mesi fa

    Spero per Millico che abbia la voglia e la testa necessarie per essere un giocatore di livello.. se alla sua età pensi di esserlo già in genere finisci nelle serie minori a giocare con tutti quelli che avevano un grande futuro nel loro passato.. spero per lui e per il Toro, poi tifi chi vuole, questo non interessa…

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  2. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

    Intanto il canterano Millico ha tolto sui social tutti i suoi riferimenti che lo legano al TORO.
    Sarà colpa di Mazzarri anche questo??

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  3. Garnet Bull - 2 mesi fa

    Siamo ben lontani dal poter promuovere i risultati del settore giovanile, perché come detto nell’articolo tolto singo, gli altri hanno davvero molto da dimostrare (anche singo ovviamente, però sicuramente lui è molto più avanti). Bonifazi stesso, è rimasto molto poco in primavera, e i giocatori in prestito devo anche loro fare molta strada… Tante squadre fanno meglio, uno dei tanti settori in cui siamo carenti

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  4. ale_gran79 - 2 mesi fa

    In “rampa di lancio”? Segre ha giocato un paio di spezzoni di partita e Buongiorno lo si è visto solo in un match di Coppa Italia contro una squadra di Serie B.
    Poi tutti gli altri (Millico, Ferigra etc) sono scomparsi dai radar.
    Vabbè ma trattandosi di ToroNews qui si sta chiedendo all’oste se il vino della casa è buono o meno…

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