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CONTROCORRENTE

Toro, contro il Verona un pareggio da incubo

Toro, contro il Verona un pareggio da incubo - immagine 1
Controcorrente di Gino Strippoli – I granata lenti e mai lucidi lasciano due punti per strada

Gino Strippoli

Un pareggio da incubo-granata quello che si è visto mercoledì nello Stadio Grande Torino, e sta tutto nella prestazione dei granata apparsi lenti e mai lucidi, incapaci di sottomettere un avversario che arrivava da 10 sconfitte consecutive. E come al solito succede ormai da anni il Toro quando incontra le squadre in crisi e nettamente inferiori come qualità e organico le fa resuscitare.

Nulla da dire sul Verona che ha fatto la sua partita difensiva, molto dura, anche fin troppo arcigna, ma questo doveva fare la squadra scaligera e ha conquistato un buon punto sfiorando persino la clamorosa vittoria più volte nel secondo tempo.

Per dovere di cronaca anche il Toro ha sfiorato la vittoria, grazie a due incursioni di Linetty e testata finale di Lukic a lato. Ma ci si aspettava molto di più dai granata. Il Toro è stato troppo timido e con poca fantasia. In 96 minuti non si è mai vista una vera occasione creata come insegna l’Abc del calcio, ovvero tre passaggi di fila verso l’area o una minima triangolazione che permettesse ai giocatori di arrivare in area. Da questo punto di vista molto male senza parlare il malfunzionamento del gioco sulle fasce. Sulla sinistra Radonjic è stato evanescente. E’ un ottimo giocatore da contropiede  poi finisce lì. Lo stesso Vojvoda ha fatto più errori che spinte positive. Sulla destra ha fatto quello che ha potuto Lazaro, senza dubbio uno dei più positivi e in palla ma troppo solo sulla destra visto che Miranchuk più che giocare sull’esterno ha ricamato a centrocampo, anche se sempre troppo lento, trovando però un gran gol che sta nelle sue qualità. Dal russo ci si aspetta molto di più a livello di gioco meno male che però sa tirare.

Già il gioco latita tra i granata se pensiamo che le azioni più pericolose il Toro le ha create su azioni personali di Schuurs, davvero bravo palla al piede, e da Linetty, mentre il gol è stata una vera invenzione del numero 59 granata. Ecco il Torino è stato tutto qui, con Vlasic imbrigliato presto da Hien. Un vero scontro fisico dove il croato granata ha sempre avuto la peggio. Di fatto non è mai stato in partita o meglio ma non si è mai reso utile e pericoloso per la causa granata, ma non per colpa sua visto che la buona volontà non gli è mai mancata ma in quella posizione da centravanti il ragazzo si è solo preso un sacco di botte, e anche quando è entrato Sanabria ed è stato riportato nella sua posizione di trequartista non ha fatto meglio.

Inutile dire che questo film lo si era già visto e si era visto in altre partite come Vlasic non poteva reggere il peso da centravanti. Per di più al Toro è mancato il vero Vlasic, quello che parte da dietro, che raccorda centrocampo e attacco, quello che si inserisce da dietro, quello che sa anche inventare triangolazioni con i compagni .

Arriviamo al gol del Verona: premettendo che Schuurs ha fatto una buona partita c’è da ammettere che contro Djuric i duelli di testa li ha tutti persi, con in più il gol che ha anche come compartecipazione la poca reattività di Milinkovic-Savic con quelle braccia aperte a farfalla. Il portiere granata non ha fatto una buona partita, anzi nel suo azzardo di dribblare un avversario per poco non combinava il guaio di un secondo gol gialloblù.

Sicuramente a conti fatti è stato più pericoloso il Verona con Djuric che dopo il gol è andato al tiro al 50’ deviato in angolo; al 51’ dopo un angolo Ceccherini ha sfiorato la traversa con un colpo di testa. Al 60’ ancora il Verona che sfiora il raddoppio con un colpo di testa di De Paoli fuori di poco ed ancora Lazovic di testa al 65' che manda fuori da posizione favorevolissima.

Adesso il Toro deve recitare il mea culpa per questo due punti persi senza appello e dietro l’angolo c’è la trasferta difficile a Salerno. Il tutto senza dimenticare che senza un vero centravanti questo Toro non può di certo andare avanti per aspirare a qualcosa di più positivo rispetto alla sua attuale classifica.

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