Dal suo idolo d'infanzia alla particolare abilità sui calci di rigore: alla scoperta del nuovo portiere granata
Quando Fonseca lo definì "il miglior portiere del mondo"
Non capita di certo tutti i giorni di comparire agli onori delle cronache per essere stati definiti i migliori al mondo nel proprio mestiere. A Lucas Perri è successo nel marzo 2025, quando era agli ordini di Paulo Fonseca, conoscenza italiana per le esperienze sulle panchine di Roma e Milan e, da gennaio 2025, allenatore dell'Olympique Lione. Il brasiliano, in quel periodo, stava vivendo uno dei momenti migliori della propria carriera e il tecnico lusitano, a poche ore dalla sfida di Europa League contro il FCSB, si lasciò andare a un'investitura che per chiunque sarebbe piuttosto impegnativa: "In questo momento il portiere più forte del mondo è il mio, Lucas Perri".
Una boutade? Per dirla alla francese. Fonseca infatti, cavalcando lo stupore, aggiunse sorridendo: "Perché è il mio portiere". Dietro quella frase, però, c'era una grande considerazione nei suoi confronti. Il tecnico ne apprezzava le qualità tra i pali, ma soprattutto i progressi compiuti nella costruzione dal basso, fondamentale nel suo modo di intendere il calcio. Una caratteristica sulla quale Perri lavorava da tempo: già da giovane raccontava di amare il gioco con i piedi e di considerare il portiere parte integrante della manovra. A Lione si fece notare anche per le sue rimesse lunghissime con le mani: una arrivò a percorrere circa 50 metri, dando il via all'azione di un gol.
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