L'ex direttore sportivo dei granata tornare a parlare pubblicamente a distanza di alcuni mesi dal suo addio al Toro

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A distanza di alcuni mesi dall'addio, tutt'altro che sereno, al Torino, Davide Vagnati ha rotto il silenzio. L'ex direttore sportivo del Toro, che lo ha sostituito con il ritorno di Gianluca Petrachi, è intervenuto a margine dell'evento "United for Meyer" a Forte dei Marmi, affrontando diversi temi: dal desiderio di rientrare presto nel mondo del calcio fino all'esperienza vissuta in granata, senza far mancare un commento sull'attuale allenatore Ignazio Abate e su alcuni dei tecnici con cui ha lavorato o si è confrontato negli ultimi anni.

Futuro? "Voglio rientrare nel calcio. Mi auguro che il Toro faccia bene"

Sul proprio futuro, Vagnati non nasconde la voglia di rimettersi subito in gioco: "Sono voglioso di rientrare nel calcio, sono abituato a lavorare, ma questo è il calcio. Sono pronto, ho girato tanto dopo i granata, vedremo cosa uscirà prossimamente". L'ex dirigente ha poi ripercorso la fine della sua avventura al Torino, senza nascondere un pizzico di rammarico: "L'amarezza c'è perché quando si viene via in questo modo dispiace, ma ho un buon rapporto con il presidente e alla fine mi auguro che il Torino faccia bene. Sono stati 6 anni importanti, è stata una bellissima esperienza, abbiamo fatto anche buone cose in un momento difficile, anche perché la parte economica è importante. Gli ingaggi sono molto alti, è molto difficile fare calcio e noi lo abbiamo fatto in un certo modo".

Il rapporto con Juric e Vanoli, su Abate...

Non manca un passaggio su Ivan Juric e Paolo Vanoli: "Ivan ha una grande chance per ribaltare le ultime esperienze, mi auguro e penso possa fare bene, Monza è un ambiente giusto per lui, ha qualche calciatore che ha già avuto, soprattutto Pessina, che stimava molto. Paolo l'ho sentito anche qualche tempo fa, è una persona squisita, ho un ottimo rapporto con lui, mi auguro rientri il prima possibile, è uno di quelli che dà il suo contributo e fa crescere i giocatori". Infine, un pensiero anche per Ignazio Abate, chiamato alla difficile eredità sulla panchina granata: "Alla Juve Stabia ha fatto un ottimo lavoro, ma lì aveva tutto da guadagnare. Torino è un'altra cosa, bisogna avere pazienza, nel calcio ce n'è poca... Deve lavorare e cercare subito di cambiare marcia, il gap tra Serie A e Serie B è molto".

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