La quantità non manca, l'equilibrio sì. Difesa, fasce e qualità negli ultimi metri: tutti gli interventi necessari per completare la squadra
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Insomma, come anticipato, la squadra non può affatto considerarsi completa. Il lavoro da fare è ancora molto perché l'organico della rosa presenta un problema di equilibrio più che di quantità. Ci sono dei jolly, ma anche diversi giocatori che non offrono ancora sufficienti garanzie e, soprattutto, alcuni vuoti da colmare.
La priorità è terminare il reparto difensivo, portiere compreso, così da permettere alla squadra di muoversi all'unisono, come se fosse guidata da un'unica testa. In quest'ottica, l'arrivo di un braccetto mancino è fondamentale: l'identità su cui sta lavorando Ignazio Abate passa inevitabilmente da lì. E, sempre in questo senso, bisogna considerare le cessioni. La partenza più plausibile è quella di Cristiano Biraghi.
Poi serviranno due esterni titolari, uno per lato, capaci di incidere in entrambe le fasi, difensiva e offensiva. E c'è un'altra caratteristica che oggi manca alla rosa: giocatori in grado di saltare l'uomo e creare superiorità numerica. Un aspetto su cui si può intervenire sia sulle corsie sia sulla trequarti. Bisogna considerare, in ottica mercato, che i giocatori presente in rosa sono quasi tutti di piede destro. Anche questo è un aspetto non da poco da tenere in considerazione.
Oggi è il 2 agosto e manca meno di un mese alla chiusura del mercato, fissata per il 1° settembre. Trenta giorni possono sembrare tanti, soprattutto considerando le abitudini del Torino, negli ultimi anni, di concentrare gran parte delle operazioni nella parte finale della finestra estiva. In realtà sono pochissimi. La stagione inizierà il 15 agosto con la Coppa Italia e il 23 con il campionato: per costruire un gruppo coeso serve tempo. Prima dovranno arrivare le cessioni, poi gli acquisti. E con essi la squadra dovrà trovare il proprio equilibrio.
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