Il Toro in una foto / Sette centrocampisti centrali e cinque attaccanti in rosa: Abate, un esordiente nella gestione di uno spogliatoio di Serie A, deve stare attento alle insidie. Fin qui le indicazioni sono positive

Non ci sono partite facili in Serie A e nessuna vittoria è mai scontata, specialmente per una squadra come il Torino, ancora un cantiere aperto a tutti gli effetti. Quattro titolari sono arrivati a inizio settembre: Mandragora, Bragança, Belghali e Rodriguez. Solo tre undicesimi della formazione iniziale erano elementi già presenti in rosa lo scorso anno. Durante la sosta di tre settimane tra settembre e ottobre, Abate ha perso 14 giocatori, tra cui tutti i difensori a eccezione di Biraghi, l’ultimo nelle gerarchie. Per questo un successo come quello contro l’Udinese vale tanto per il Torino, anche se ottenuto con un pizzico di fortuna. I tifosi e i commentatori che vorrebbero anche divertirsi dovrebbero tenere tutto questo a mente, concedendo tempo ad Abate, che – va ricordato – è un esordiente in Serie A e necessita, anche lui, di tempi di adattamento alla categoria e di comprendere bene il materiale umano a disposizione.

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Fitz-Jim, Casadei, Zapata, Vlasic: la panchina di lusso del Torino contro l’Udinese

Proprio da questo punto di vista, cioè sulla rosa che si ritrova per le mani il tecnico, qualche considerazione va fatta. Perché il Torino ha vinto tenendo in panchina per novanta minuti Fitz-Jim, uno dei migliori dell’avvio di campionato; Casadei, che rimane un giocatore con alto potenziale al netto delle contraddizioni tattiche; e Zapata, uno degli attaccanti più prolifici e impattanti degli ultimi anni in Serie A, sebbene nella fase finale della propria carriera. Vlasic, giocatore di caratura internazionale che ha giocato da protagonista due Mondiali, è entrato dalla panchina; Comert e Patterson, che non sono due fenomeni ma sono anch’essi in pianta stabile nelle proprie rappresentative nazionali, sono rimasti anch’essi a secco di minuti. Ilkhan, uno dei giocatori più promettenti della squadra, ha giocato solo una manciata di minuti per scelta tecnica prima e per un problema fisico poi.

Torino FC v Udinese Calcio - Serie A 2026/27
TURIN, ITALY - OCTOBER 12: Kian Fitz-Jim of Torino FC arrives ahead of the Serie A match between Torino FC and Udinese Calcio at Stadio Olimpico Grande Torino on October 12, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)

Il Toro di quest’anno è una squadra che dal punto di vista numerico è coperta in ogni ruolo, forse anche in misura eccessiva. Sono presenti in rosa sette centrocampisti centrali per tre posti (due se si dovesse passare alla difesa a quattro come sembra), più Vlasic e Oristanio impiegabili come mezzali, e cinque attaccanti (con il rientro di Pellegri) per due posti, più Vlasic che spesso e volentieri va a giocare sottopunta. Quantitativamente, ci sarebbero gli elementi per giocare due competizioni; il Torino, invece, non gioca in Europa ed è già stato eliminato dalla Coppa Italia.

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Una panchina così lunga è certamente una risorsa, come dimostra il fatto che tre dei sei gol segnati fin qui sono stati segnati da giocatori subentrati (Adams contro il Milan, i due di Kulenovic contro Bologna e Udinese). Al di là del conto delle reti, spesso in questo avvio di campionato il Torino ha giocato secondi tempi migliori dei primi, proprio per l’apporto dato da chi entra a partita in corso, fattore fondamentale da quando c’è la possibilità di cambiare cinque giocatori, quindi metà squadra. Ma avere tante scelte a disposizione presenta anche qualche insidia. Si sa che tutti vogliono giocare e avere spazio, e quando ciò non accade possono nascere anche malumori. Abate, che non aveva mai gestito uno spogliatoio di Serie A, dovrà essere molto bravo a creare una sana competizione, con scelte logiche e dettate dalle indicazioni del campo, tra partite e allenamenti. Fin qui, sta seguendo questo criterio: ad esempio, contro l’Udinese è stato giusto dare spazio dall’inizio a Oristanio, un elemento che nelle primissime partite non aveva mai visto il campo ma che ha continuato a lavorare con il giusto piglio, dando buone indicazioni a partita in corso nel match precedente con il Bologna. Fortini e Ilkhan sono gli unici due giocatori alle prese con qualche acciacco. Per il resto, ora tutti sono a disposizione e il calendario ora presenta la possibilità di dare un’accelerata, con solo una big – il Como – da affrontare nelle prossime cinque partite. Creare un’alchimia giusta a livello di rapporti nello spogliatoio rappresenta una base irrinunciabile per ottenere risultati, puntando su regole chiare e meritocrazia. Questo è il primo compito di Abate, viene ancora prima degli aspetti tecnici e tattici. E fino ad oggi, sotto questo aspetto, le indicazioni sono positive.

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