Torna "La Scossa Granata", un nuovo appuntamento della rubrica a cura di Michelangelo Suigo
Video – Rassegna Stampa TN del 15/11/2022: “Cinque mesi da vero Toro"
Abbiamo salutato il 2022 nella (peggiore) tradizione del nostro Toro. Settantadue minuti di dominio pressoché assoluto a Roma, gioco e geometrie da squadra matura, pressing e concentrazione su ogni palla, uscite dal basso e giocate di classe. E il gol, bellissimo, di Linetty di testa, a sugellare una supremazia chiara. Unica (enorme) pecca, non essere stati in grado di chiudere la partita, segnando il raddoppio che ci avrebbe fatto stare più tranquilli. Anche noi, che abbiamo sofferto allo stadio Olimpico. Poi, appena entrato Dybala, siamo spariti. Anche comprensibilmente, vista la coperta corta, soprattutto sui cambi fisici a centrocampo, come oramai non ci stanchiamo di ricordare. E abbiamo subito: prima un rigore al 91’ (evitabilissimo il fallo, netto, di Djidji), fallito da Belotti (ci torniamo più avanti), e poi il gol di Matic al 95’, passato tra una selva di gambe con Ibanez davanti a Vanja. Uno spreco assurdo, ancora una volta.
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Al Toro, va detto, mancavano anche Schuurs, Lukic, Aina e, nei fatti, Pellegri (convocato ma acciaccato). Ma sono state anche tante le occasioni sciupate: due, enormi, di Sanabria, di testa nel primo tempo e poi di destro in corsa nel secondo tempo. Le altre, con un tiro di Vlasic dal limite, e due di Miranchuk dal limite. Pensare che, a guardare gli highlights di Roma Toro sul canale YouTube della Lega Serie A, tutte queste occasioni (tranne il tiro di Vlasic) sembrano essere frutto esclusivamente della fantasia dei granata presenti come noi allo Stadio. Provate a cercare, non troverete traccia alcuna (PS: il gol non potevano farlo sparire…). Tra le note positive, oltre ai 72’ già citati, la miglior gara di Karol Linetty (non solo per il gol) e un Samuele Ricci sempre più determinante. Nella sola ultima partita, queste le statistiche per il 21 granata: 82 palloni giocati, 66 passaggi riusciti, 96% di precisione, 34 palloni giocati in avanti, 10 recuperi. Se migliora anche sui cambi di gioco e sui lanci lunghi, diventa un giocatore da Nazionale.
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Nota di colore finale su Belotti. Siamo rimasti tutti colpiti dal fatto che abbia voluto tirare lui il rigore al 91’. Non si capisce quale sentimento di rivalsa potesse avere verso il Toro o verso il popolo granata, che lo aveva adottato come autentico simbolo. Magari sono altre le spiegazioni, ma, in ogni caso, lo abbiamo visto in campo letteralmente trasformato: capitano correttissimo e silenzioso nel Toro, sempre a lamentarsi e a protestare (come anche Zaniolo) su ogni micro contatto subito. Peccato abbia sbagliato. E non mi riferisco solo al rigore.
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