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Torino-Verona: l’analisi tattica del match analyst

L’analisi tattica / Torna la rubrica di Dario Biasiolo: ecco alcune indicazioni tecnico-tattiche provenienti dall’ultima gara disputata dai granata

Dario Biasiolo

Il gioco del Torino continua a migliorare, anche contro il Verona, squadra forte e compatta (miglior difesa del campionato), dopo il solito giro palla, ha cercato di verticalizzare la manovra per tutta la partita, sia con palle alte sempre sulla testa di un giocatore, sia con palle radenti sui piedi del compagno che viene incontro. Analizziamo subito la palla alta perché è uno dei problemi ancora da risolvere. La palla alta calciata dal portiere o dalla difesa è sempre e solo indirizzata a Belotti, perché Gojak, Lukic, Verdi non saltano di testa, l’unico è Singo che salta molto bene ma in questa partita non è mai stato servito con palle alte. Sono state però ben 18 le palle perse perché sia Belotti che Gojak di testa erano quasi sempre anticipati. Identico discorso sui cross, si continua a non colpire mai di testa in area di rigore, anche nei corner a favore quando salgono i tre difensori: su 20 traversoni in area ne sono stati chiusi due, uno è il tiro di Izzo al minuto 50.50 e poi il gol di Bremer sul perfetto traversone di Verdi, con portieri che non escono, questi cross dalla trequarti diventano molto insidiosi (minuto 83.25). Invece la palla in verticale radente addosso alla punta che viene incontro, è la giocata (insisto con questo concetto dalla mia prima videoanalisi del 6 novembre) più importante per due motivi: primo perché può far guadagnare molti metri di campo quando arriva dalla difesa, e secondo quando è effettuata sulla trequarti offensiva costringe la difesa avversaria a salire scoprendosi alle spalle (Gol di Singo contro il Parma). E il Torino la cerca molto questa giocata: in totale le azioni importanti sono state circa trenta ma molte non si sono concluse con un tiro.

Al minuto 14.45 la prima imbucata di Lyanco per Belotti taglia fuori 5 giocatori del Verona e con altre due verticalizzazioni, Belotti-Linetty e Linetty-Gojak si è al limite dell’area, ottimo poi l’inserimento di Linetty in area (lo fa sempre) ma Gojak non lo manda, scarica su Belotti, stop sbagliato, occasione persa. Al minuto 15.31 Belotti in azione personale riesce ad andare al tiro, parato. Al minuto 20.45 Rincon non imbuca per Belotti marcato da un solo difensore (era una soluzione molto efficace), l’azione prosegue con Izzo che verticalizza per Linetty che sbaglia lo scarico per Gojak; questa azione spiega molto bene quanto è importante che il rimorchio (Gojak) sia più vicino a Linetty, perché avrebbe ricevuto e mandato Belotti in area; la stessa azione prosegue con Singo che avanza ma Gojak non si smarca (tagliando davanti a Singo per aprire la difesa e far intervenire Belotti) e Singo cerca di dribblare 3 avversari, persa.

Al minuto 28.46 si vede molto bene come Belotti che riceve l’imbucata da Linetty, essendo di schiena alla porta, deve lottare fisicamente con il difensore che lo marca alle spalle, quasi sempre al limite del fallo, se Belotti prima di ricevere avesse un compagno a rimorchio a 3 metri, la scaricherebbe di prima, ma se osservate si vede come Linetty dopo l’imbucata si inserisce avanti (e non a rimorchio) a sinistra, anche Lukic si inserisce avanti a destra, ma Belotti non può giocarla alle spalle perché è ben marcato, l’unico è Rincon che dovrebbe avanzare per ricevere lo scarico da Belotti e mandare uno dei due inserimenti, qui Belotti subisce fallo, ma Rincon non è a rimorchio. Al minuto 33.53 l’imbucata è una rimessa laterale di Singo per Gjyak che di prima manda Lukic che attacca lo spazio, va sul fondo e scarica dietro per Belotti, palla leggermente indietro che non permette il tiro di prima di Belotti, quindi controllo e tiro ribattuto, poi Belotti invece di giocarla tira ancora addosso al difensore. La stessa azione prosegue con Lyanco che conquista palla va sul fondo e mette in area dove nessuno attacca la palla. Al minuto 40.10 succede per ben due volte che Gojak riceve due imbucate ma non ha nessun marcatore alle spalle, inoltre come zona siamo sulla trequarti offensiva quindi a ridosso dell’area, e tutte e due le volte anziché girarsi e puntare l’area centralmente giocando con Belotti, scarica la palla in fascia e si torna indietro.

Al minuto 41.33 su una ripartenza Lukic avanza a destra, Gojak taglia in fascia e Belotti non c’è per inserirsi, è largo a sinistra! centralmente arrivano prima di Belotti sia Rincon che Linetty che un attimo prima erano in difesa, Rincon riceve e anziché giocare a Gojak o a Linetty tira addosso al difensore. Al minuto 44.37 palla a Singo a destra, ancora Goyak taglia in fascia per liberare lo spazio che Belotti non occupa perchè è di nuovo largo a sinistra, lontano dal gioco, poi Lukic riceve da Singo e anziché imbucare a Gojak e verticalizzare, cambia gioco sbagliando il passaggio. Nel secondo tempo altrettante azioni importanti con 4 occasioni nitide, dove il gol non è arrivato per imprecisione dell’ultimo passaggio (minuto 49.50), tiro fuori di poco di Lukic al minuto 65.03 anche se Belotti era smarcato davanti al portiere, un’azione perfetta al minuto 70.39 dove però Belotti anziché mandare Lukic scarica di tacco a nessuno, o al minuto 71.37 quando Belotti tira addosso al difensore con un compagno smarcato.

In conclusione il Torino in questa partita ha espresso un calcio efficace, però i giocatori devono allenarsi a fare la scelta giusta nei momenti più importanti dell’azione, da quella scelta dipende l’esito finale: il GOL! Per quanto riguarda la fase difensiva, nelle ultime dieci partite da me esaminate, questa è stata la partita con meno errori in assoluto, hanno quasi sempre accorciato a un metro, una sola volta è mancata la marcatura dell’avversario tra le linee, la palla scoperta è stata quasi sempre letta bene e quasi mai è stato perso l’avversario.

Allenatore da più di 30 anni con un passato al Torino FC da allenatore in seconda e preparatore atletico e il ricordo indelebile della promozione in A nel giugno 2005 con Zaccarelli e Pigino, alterno tutti i giorni campo, videoanalisi e ancora campo per potenziare le qualità di ogni giocatore e lavorare sulle situazioni non ancora assimilate. Il calcio va studiato con gli strumenti giusti e tutto diventa più chiaro e più semplice.

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