Giugno molto caldo sotto la Mole: è partita una ri-edizione di quel drastico cambiamento datato 2009/2010
Quali cambiamenti attendersi nel giugno del Torino? (VIDEO)
Correva l'inverno a cavallo tra il 2009 e il 2010, un giovane e ruspante Gianluca Petrachi arrivò a Torino e in una leggendaria campagna di riparazione rivoluzionò la rosa a disposizione di Stefano Colantuono. Quel drastico cambiamento è passato alla storia con l'espressione "Rivoluzione dei Peones", riprendendo il grande movimento contadino e sociale guidato in Messico agli inizi del Novecento da figure come Emiliano Zapata e Pancho Villa. A distanza di oltre quindici anni, un po' più sottotraccia, un Petrachi più maturo ma ugualmente prorompente sta portando avanti quella che si potrebbe ribattezzare la "Rivoluzione dei Peones 2.0". Si può dire che sia un'operazione più sottotraccia perché non sta riguardando in prima persona (almeno per il momento) i grandi protagonisti di una squadra di calcio, ovvero i giocatori. Sta invece agitando le acque nel dietro le quinte, in quel retrobottega che permette a una squadra di calcio di performare nel migliore dei modi. Petrachi, con l'avvallo del presidente Urbano Cairo, il quale ha concesso carta bianca, sta ribaltando i quadri tecnici e in parte anche logistico/organizzativi del Torino.
Toro News vi ha portato per primo l'indiscrezione dell'addio del team manager Alessandro Andreini, al suo posto dovrebbe essere ufficializzato nelle prossime ore Alessandro Gazzi. Ma non basta. Ha salutato dopo una vita nel Torino Paolo Solustri (18 anni vissuti in granata nelle vesti di preparatore atletico), il quale ha ringraziato tutto l'ambiente sui propri canali social. Sono attesi molti altri saluti e ringraziamenti sulla falsariga di quelli di Solustri da qui al 30 giugno. Si può affermare che nell'organigramma societario del Torino da Alberto Barile (direttore operativo) a scendere si verificheranno molti scossoni in diversi ambiti, alcuni più di rappresentanza, altri più operativi, altri ancora vicini ad Abate e al gruppo squadra. La colonnina di mercurio sotto la Mole segna temperature alte perché Petrachi ha iniziato ad agire secondo la modalità che preferisce, quella del cambiamento radicale. Del resto l'aveva annunciata anche a Roma ma non riuscì a concretizzarla venendo allontanato a meno di dodici mesi dal suo insediamento.
La linea Petrachi nella sua nuova gestione al Torino è passata sia per quanto concerne la scelta del tecnico (Abate preferito ad altri profili che aveva suggerito la presidenza) sia per quanto riguarda il cambio radicale nel dietro le quinte (le manovre, lo ribadiamo, sono appena cominciate, proseguiranno nelle prossime settimane). Si tratta di una linea rischiosa? Sì, senza dubbio. Detto della grande scommessa Abate, vale la pena evidenziare che, quando cambi tanto, il rischio di una fase di destabilizzazione più lunga è alto. Però, si può anche sostenere che fosse giunto il momento di una rivoluzione perché peggio delle ultime anonime e grigie stagioni era difficile fare. Almeno si tenta di scuotere un po' tutto l'ambiente. Capiremo anche che tipo di soluzioni ha in mente Petrachi per il dopo rivoluzione. Intanto, iniziamo a notificare l'avvio di quella che a tutti gli effetti potrà essere chiamata "Rivoluzione dei Peones 2.0", perché passano gli anni ma il coraggio di osare resta.
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