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ABATE: FURBIZIA E BRAVURA A CONFRONTO
In quale veste ha visto meglio questo Torino? Difesa a tre, difesa a quattro... “Il giudizio finale è: “Questi nuovi sono riusciti a pareggiare la partita”. Però questi nuovi, quando entrano i giocatori della panchina a venti minuti alla fine, hanno il vantaggio di entrare quando le altre squadre incominciano ad accusare un pochino di stanchezza. La furbizia di un allenatore sta nel riuscire a mettere in panchina qualche giocatore che meriterebbe di giocare, con la consapevolezza che reagirà bene alla non fiducia di metterlo in campo subito, che avrà una reazione rabbiosa. Questi giocatori per gli allenatori sono perfetti, perché riescono poi a buttare in campo tutta la rabbia che accumulano stando fuori. Un giocatore così quando entra poi morde il terreno, dà tutto se stesso e riesce a raddrizzare la partita o magari anche a farla vincere. E così è successo a Torino.
Secondo lei Abate è stato più furbo a sfruttare questo lato psicologico dei giocatori o più bravo a cambiare modulo? “Abate è stato furbo a sfruttare questo tipo di reazione dei giocatori: è quel tipo di reazione che ogni allenatore spera di avere quando butta dentro un giocatore. Non è questione di modulo, è questione di concentrazione, di rabbia che hanno quelli che stanno fuori, che vogliono imporsi e far vedere all'allenatore che loro meriterebbero di giocare da subito. E lì l'allenatore gioca su queste cose. A volte gli va bene, a volte non ci riesce”.
Quindi sul cambio di impostazione, di movimenti… “No, no. Non conta niente. Conta la freschezza dei giocatori che metti dentro e che magari danno qualcosa in più degli altri che appaiono stanchi. Infatti l'allenatore, quando cambia, cambia sempre qualcuno che vede in calo. Cerca di mettere gente fresca. Certe squadre hanno un vantaggio enorme rispetto a compagini come il Torino, avendo giocatori dello stesso livello. Diversa può essere la situazione del Torino, dove non sono tutti di pari forza. Però poi questa rabbia che accumulano i giocatori stando in panchina può fare la differenza, e al Torino è andato bene quello. Come è andato bene anche l’errore di Skorupski, però gli errori nelle partite ci stanno. Ci stanno e se lo fanno gli altri è sempre ben accetto”.
Dopo cinque giornate arriva la sosta per le nazionali, è il momento di bilanci. Le è piaciuto Abate? “Abate sta cercando di fare del suo meglio con il materiale che ha. Certamente non è che possa stare tranquillo Abate. Il mestiere dell'allenatore è ben pagato, ma è ad alto rischio. Si comincia già a comprendere qualche altro allenatore che sicuramente salterà. Abate, secondo me, è ancora lì ben saldo, e questo pareggio è salutare per il Torino, perché adesso c'è la sosta, c'è tempo di riordinare le idee, fare buone valutazioni su quello che si ha. E magari il Torino potrebbe anche cambiare marcia. Bisogna attendere per dare giudizi definitivi, io ho sempre detto che ci vogliono sette/otto giornate.
Alcuni tifosi avrebbero voluto già una scelta drastica della società nei confronti di Abate… “Sono stupidaggini. Chi ha detto che quando arriva un altro allenatore le cose migliorino? Non è proprio detto. Abate è giovane, bisogna dargli il tempo di potersi esprimere. Intanto ha lavorato molto bene, è un allenatore che non si può discutere dopo qualche giornata. Certo, poi i punti sono importanti, diventano importantissimi. Però ci vuole del tempo, e mi sembra che ci sia qualche squadra che ne ha fatti meno del Torino a questo punto, quindi io sono fiducioso. Aspetto naturalmente, come tutti, che le cose migliorino”.
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