Dodici giocatori, tre protagonisti: tre voti di livello per tre situazioni diverse
Alessio Cacciamani, gradino dopo gradino: la scalata verso il sogno del calcio (VIDEO)
LE PUNTE
ZEPPIERI 6: Classe 2007, si trasferisce in estate dal Pescara. Arriva con buone aspettative ma con la consapevolezza di avere davanti un titano come Gabellini. Titolarità difficile da conquistare e, infatti, impiega qualche mese a ingranare. Si deve adeguare al ruolo da comprimario, partecipando al match in fasi cruciali ma non sempre nella loro interezza. Nelle sue 24 presenze, solo 11 da titolare. Quando chiamato in causa, non fa male, soprattutto nelle fasi centrali della stagione: i suoi 5 gol in campionato arrivano tutti tra novembre e gennaio, contribuendo a tirare fuori il Torino da una fase complicata in un periodo in cui la prima punta designata fatica. Quando le acque tornano più limpide, non si mostra altrettanto decisivo.
FALASCA 5.5: Il suo è un tentativo, la riuscita non ottimale. Classe 2008, per Falasca è ancora la stagione dei sogni sereni: in Under 18, la sua categoria, capeggia con 14 gol in 32 partite. In Primavera, però, non fa altrettanto. Baldini gli regala la chance in cinque occasioni differenti, per un totale di 134 minuti. Lui, però, spreca. Il rosso contro la Lazio è pesante e cancella quanto di buono fatto, con l'assist, in casa dei biancocelesti: un gesto di stizza che gli costa tre giornate. Fatica a incidere nelle 3 apparizioni successive e torna a fare un lavoro incredibile nella sua categoria. Potrà avere il suo ruolo nella Primavera che verrà, la qualità non manca.
SPADONI 5: Il reparto non è esattamente affollato, soprattutto per una squadra che intende giocare a 2. Il passaggio al tridente, però, toglie spazio e lui è il primo a soffrirne. In 9 presenze non trova marcature e, per il gioco di Baldini, è sacrificabile. A gennaio parte in direzione Avellino, dove trova 7 reti in 14 partite in Primavera 2.
GABELLINI 6.5: Quella tensione di cui parlavamo prima, certamente l'ha avuta Gabellini. "Mi raccontavano di un Gabellini come un giocatore fortissimo e io non ho visto questo all'inizio. Ho dovuto fare il padre cattivo e togliergli la fascia da capitano, per alcuni mesi non ci siamo neanche parlati e lui non giocava", ha raccontato Baldini al termine dell'ultima partita casalinga. Poi, però, qualcosa è cambiato: "L'ho fatto per cercare una reazione e quando l'ho vista gli ho ridato la fascia da capitano nella partita col Cesena: era tornato protagonista e ho visto il Gabellini che mi raccontavano". Il tecnico granata ha elevato la stagione del numero 9 a immagine di quella generale della squadra: una rinascita cercata, voluta e ottenuta. Così il numero 9, forte dell'esordio in Serie A, si è approcciato male a questa stagione: fino a febbraio sono solo 6 le sue marcature, una al mese. Poi, però, quella rinascita di cui parlava Baldini: si carica sulle spalle il peso dell'attacco granata e porta a casa una seconda metà di stagione che sarebbe da 7 pieno in pagella. Segna altri 8 gol e conduce, con gran protagonismo, la propria squadra alla salvezza - siglando il personal best granata con 14 marcature - e addirittura a un po' d'amaro in bocca per non essere riusciti a concretizzare un sogno che qualcuno stava iniziando a immaginare. 28 titolarità in 32 presenze, con il quarto minutaggio della rosa, sono l'immagine di un protagonismo (ri)conquistato e meritato. Due gol e un assist nell'ultima in casa contro la Lazio: se non è rinascita questa...
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