Appena tre giornate ma la squadra allenata da Riccardo Leardi sembra già ben consolidata, vediamo su cosa si è basata la netta vittoria contro il Milan

Torino Under 18, Pierro

Torino-Milan U18: il film della partita

Un ottimo Toro ha rifilato un netto 5-0 al Milan domenica al Robaldo. Una vittoria importante che ha riportato in alto in classifica l'Under 18 granata dopo il passaggio a vuoto della settimana precedente contro la Lazio. Oltre ai tre punti, però, rimane impressa una prestazione che rasenta la perfezione e che ora andrà ripetuta. Vediamo quali sono gli spunti che possiamo trarre da questa gara.

La solidità difensiva

Si sa, il calcio delle Under è spesso difficile da capire e analizzare. Giocatori ancora grezzi e ragazzi che potrebbero non essere a disposizione per a giocare con i più grandi. Perciò questi campionati sono altamente imprevedibili. Leardi questo lo sa bene e si è concentrato sul creare una squadra solida, dove non è tanto importante il singolo ma le caratteristiche. Il gioco del tecnico granata si basa sull'equilibrio. A sostegno dell'attacco serve una buona fase difensiva. Contro il Milan questo si è visto i centrali hanno lavorato molto bene in coppia tenendo una linea altra ma dinamica, in grado di scappare anche all'indietro in caso di contropiede avversario. Ad aiutarli devono fare una partita di grande attenzione i terzini con compiti sia, e soprattutto, difensivi ma serve anche gamba e qualità per accompagnare il gioco e dare sostegno alle ali. Raro, però, che i pendolini si sovrappongano fino alla linea di fondo per cercare il cross, spesso devono mantenere una posizione più bassa e conservativa.
Torino Under 18, Boulifi

La mediana che funziona

A proposito di qualità e struttura, presentiamo i due centrocampisti del Toro. Tra, se non i, migliori in campo: Carlo Mukerjee e Youssef Boulifi. In un 4-2-3-1 il lavoro dei due mediani davanti alla difesa è importantissimo. I "due" devono completarsi e saper fare di tutto, impostare, fare filtro, aggredire, proporsi, coprire le fasce se salgono i terzini, temporeggiare e tanto altro. Beh, Leardi ha gli uomini che questo lo sanno fare e lo sanno fare bene. Da qui si costruisce tutto il resto. La fase difensiva che diventerebbe difficilissima con un centrocampo che non aiuta. Ma ne giova anche la fase offensiva che può agire più spensierata. Nella partita contro il Milan i mediani hanno percorso tantissimi chilometri sia in conduzione che senza palla e hanno vinto tantissimi duelli. E quindi possiamo dire che sì, c'è gamba, c'è fisico, c'è qualità, c'è voglia, c'è intelligenza, ci sono tutte le basi per una coppia che può far sognare in grande il Toro.

Dalla trequarti in poi è qualità a volontà

Abbiamo parlato dell'ottima struttura, ora parliamo anche della qualità. I granata dalla trequarti in poi divertono, divertono eccome. Si è visto con il Milan ma si era visto anche in precedenza il Toro ha fantasia da vendere. E la cosa più promettente è la quantità, la quantità di giocatori di qualità. Nell'ultima uscita al Robaldo i titolari sulla trequarti sono stati Materazzi, Moraglio e Malidor, i tre hanno mostrato tutto il loro repertorio e sono stati fondamentali nella vittoria. Ma se già questi tre ci avevano impressionato, per la facilità con cui creavano azioni pericolose, il meglio doveva ancora venire. Nella ripresa Leardi ha inserito Nebbia, Soye Ndime e Juhasz, e rincomincia lo show. Altri tre giocatori pieni di colpi nel repertorio e tutti diversi tra loro. Questa è una buonissima notizia. La possibilità di poter inserire a gara in corso giocatori di talento capaci di trovare di trovare la giocate per aprire gare difficili è cosa preziosissima. La notizia ancora migliore, è come già detto, che tutti questi giocatori sono differenti tra loro e possono soddisfare tutte le esigenze del tecnico. Insomma se la struttura funziona, davanti c'è da divertirsi.

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