Chi è Alberto Aquilani? Scopriamolo grazie al collega al seguito del Catanzaro

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TATTICA E CARATTERE

A livello tattico quali sono i precetti del tecnico? “Aquilani innanzitutto ha un'idea di calcio offensiva, inutile negarlo. Il Catanzaro aveva pensato inizialmente anche ad una difesa a quattro, con un 4-2-3-1, ma poi logicamente, essendo un centrocampista come ex calciatore ed essendo un uomo e un ragazzo intelligente, si è adattato a quelle che sono le caratteristiche degli avversari e soprattutto alle caratteristiche della rosa che il Catanzaro offre. Ci sono dei plus nel Catanzaro, innanzitutto partendo da un portiere come Pigliacelli che sa giocare con i piedi come nessuno in Serie B, poi con una difesa atipica perché Cassandro nasce terzino, è stato adattato a braccetto e Cassandro diventa il primo attaccante nel Catanzaro in fase offensiva quando viene chiamato in causa, spesso è andato anche a segno. Quindi un braccetto di destro offensivo che si lancia negli spazi, un centrale molto strutturato fisicamente come Antonini e un difensore tenace, grintoso, di esperienza che limita ogni tipo di attaccante come Brighenti. Poi un cervello a centrocampo come Petriccione e un centrocampista di inserimento come Pontisso, che sa fare bene le due fasi. E poi gli esterni: Favasuli, un pendolino che veramente non si ferma mai, e a sinistra il Catanzaro ha adattato diversi interpreti, da D'Alessandro fino ad Alesi, che poi è esploso, fino anche a Frosinini. Questo perché non ha mai avuto un esterno mancino, quindi è stato bravo anche ad adattarsi ai calciatori a disposizione. Poi Aquilani è bravo anche nel far rendere al meglio quelli che sono i calciatori migliorandoli, perché il Catanzaro ha Pietro Iemmello che è un tuttocampista, perché lo si è visto fare la prima punta ma gira per il campo e diventa il primo assistman. E poi ha fatto un lavoro secondo me enorme su Pittarello, che arrivava a Catanzaro in maniera grezza, è diventato un calciatore che spalle alla porta fa un lavoro unico per la squadra. Ottenuto alla fine, poi, l'esplosione dei due giovani, perché Cissè prima e Liberali poi sono stati messi in un contesto tattico dove avevano grande libertà. Quindi il Catanzaro è stato una difesa a tre atipica però una formazione a tratti a trazione anteriore e che attaccava davvero con diversi interpreti”.

Dal punto di vista caratteriale, invece? È un allenatore carismatico? “Carismatico ma sempre con la barra dritta, una persona per bene, una persona che non ha mai detto una parola fuori posto anche con decisioni arbitrali discutibili. In conferenza stampa è sempre un allenatore lucido, un allenatore che non dice mai una parola fuori posto ma riesce a trasmettere carisma all'interno dello spogliatoio. La sua carriera da calciatore indubbiamente in questo l’ha aiutato, perché incidere nella crescita dei giovani, avere un carisma e soprattutto entrare nella testa di calciatori come Pigliacelli, Iemmello, Petriccione, Brighenti, che hanno avuto altri allenatori, non è stato facile. Quindi se dovessi definirlo in due aggettivi ti direi: carismatico e autorevole”.

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