Parla il bomber granata: “Toro, simbolo della mediocrità”

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Paolo Pulici, mito assoluto della storia granata, torna a farsi sentire e lo fa con parole che non lasciano spazio a interpretazioni. Come scritto su Tuttosport, l’ex bomber del Toro, ospite domenica alla festa del Toro Club “Valli Alto Canavese”, ha raccontato un episodio diventato subito simbolico: un tifoso gli ha legato al braccio una fascia con la scritta “Cairo vattene”. In un primo momento Pulici non se ne era nemmeno accorto, convinto fosse una fascia celebrativa. Poi, tra battute e complimenti ricevuti nel corso della giornata, ha realizzato il contenuto e l’ha presa con ironia: “Mi sono messo a ridere. Poi, in mezzo ai tifosi, ho continuato a tenerla volentieri”.

Paolo Pulici

Un gesto che però va ben oltre l’aneddoto. Perché Pulici, con la lucidità e la schiettezza che da sempre lo contraddistinguono, ha dato voce a un malessere diffuso nel popolo granata. “Noi cuori granata desideriamo un presidente migliore, perché invochiamo un Toro migliore”, ha dichiarato, sottolineando come l’attuale società non riesca a rappresentare fino in fondo la storia, i valori e lo spirito del Torino. Secondo Pulici, i tifosi chiedono un club più ambizioso, più forte e più coerente con il DNA del Toro, capace di far sognare e non soltanto di sopravvivere. L’accusa più pesante riguarda la mancanza di prospettive: “Questo Torino è il simbolo della mediocrità, stagione dopo stagione”. Un giudizio netto, legato soprattutto alla sensazione di immobilismo che accompagna da anni il club: piazzamenti anonimi, cessioni continue, ricostruzioni infinite. Pulici fotografa la realtà senza giri di parole: se il massimo traguardo è galleggiare a metà classifica, allora diventa inevitabile perdere entusiasmo e identità. E la domanda finale suona quasi amara: “Che cosa possiamo sperare? Di non retrocedere in B”.

Non manca, però, un richiamo al rispetto e alla misura. Pulici ha voluto ribadire che la contestazione deve avere luoghi e tempi adeguati, chiedendo che il 4 maggio a Superga non diventi terreno di scontro: quella data resta sacra per il mondo granata e deve rimanere un momento di raccoglimento per il Grande Torino e per le famiglie dei caduti: “La contestazione, pur civile, lasciamola ad altri luoghi e ad altri giorni”. Parole forti, quelle di Pulici, che arrivano da una delle voci più autorevoli e amate della storia granata. Non uno sfogo qualsiasi, ma il grido di chi il Toro lo ha vissuto davvero, dentro il campo e nel cuore della sua gente.

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