I cinque migliori del ritiro di Pinzolo
La piramide della stagione del Torino secondo i tifosi (VIDEO)
3. Luongo, la sorpresa che non ti aspetti: qualità, personalità e sfrontatezza
Non avrebbe nemmeno dovuto prendere parte al ritiro della prima squadra. Il suo programma prevedeva Spiazzo insieme alla Primavera di Baldini, ma gli infortuni a centrocampo soprattutto di Ilkhan e la fiducia concessagli da Abate gli hanno spalancato una porta inattesa. E Andrea Luongo non si è limitato ad attraversarla: se l'è presa con personalità, qualità e una sorprendente maturità. Il classe 2008 ha giocato da titolare tutte e tre le amichevoli estive e, contro il Cittadella, è rimasto in campo per tutti i 90 minuti, risultando uno dei pochi a salvarsi in una prestazione collettiva opaca. Non solo: si è imposto come un punto fermo del centrocampo in cabina di regia, dimostrando personalità, coraggio nelle giocate e una sfrontatezza rara per un ragazzo della sua età. Le impressioni positive non arrivano soltanto dai tifosi. Anche i compagni di squadra sono rimasti colpiti: da Zapata a Simeone, entrambi in conferenza stampa, hanno speso parole di grande apprezzamento per le sue qualità tecniche, la personalità e l'umiltà con cui si è inserito nel gruppo. Luongo chiude così il ritiro nel migliore dei modi, sfruttando ogni occasione che gli è stata concessa e dimostrando di meritare spazio tra i grandi. Anzi, in un centrocampo ancora alla ricerca di certezze, è stato uno dei pochissimi a offrire garanzie e ad aggiungere qualità alla manovra. Il Torino farebbe bene a puntare su di lui. Dal canto suo, Luongo ha ancora tanta strada davanti, ma questo ritiro ha dimostrato che il cammino è già tracciato.
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