Vecchie fiamme, nuove storie: quando il passato torna a vestire la maglia del Torino

ACF Fiorentina v Torino FC - Serie A 2026/27

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ASTA

Dopo Ferrante, un altro grande ritorno nella storia recente del Torino è quello di Antonino Asta: un altro giocatore rimasto nel cuore della gente granata, ma con una storia diversa e, per certi versi, ancora più particolare.

Quando arriva sotto la Mole nel 1997, il tecnico del Torino è Reja e Asta parte spesso dalla panchina. È Mondonico a consegnargli la fascia destra e da lì non la molla più: nel 1999 festeggia la promozione in Serie A insieme a Ferrante e, nella stagione successiva, debutta anche nella massima categoria. A gennaio, però, saluta Torino e passa al Napoli: pochi mesi, un'altra promozione in Serie A e poi il ritorno in granata.

Asta rientra nell’estate del 2000, quando il Torino è appena ripiombato in Serie B. L’inizio è complicato: con Gigi Simoni trova poco spazio. Poi, in ottobre, l’esonero del tecnico e la promozione dalla Primavera di Giancarlo Camolese cambiano la stagione. Asta ritrova il posto, prende la fascia di capitano e diventa uno degli uomini simbolo della rimonta: il Torino è ultimo, comincia a vincere e risale fino al primo posto. A maggio il Torino è di nuovo promosso in Serie A. Asta è capitano, protagonista e sempre più uomo-simbolo del Torino. L’anno dopo arriva anche la Nazionale, poi il grave infortunio nel derby e, nell’estate del 2002, l’addio al club.

Ma con Asta non è finita lì. Nel 2005, dopo il fallimento e la rinascita del Torino, torna ancora una volta sotto la Mole, questa volta da allenatore del settore giovanile. Prima gli Allievi, poi la Primavera, che guiderà dal 2009 al 2012. Per lui, insomma, il rapporto con il Toro non si chiude con una maglia appesa in uno spogliatoio: torna da capitano e, qualche anno dopo, torna per insegnare ai ragazzi cosa significa indossarla.

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