Vecchie fiamme, nuove storie: quando il passato torna a vestire la maglia del Torino

ACF Fiorentina v Torino FC - Serie A 2026/27

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QUAGLIARELLA

Facciamo ora qualche salto in avanti. Nella storia del Torino c’è stato un ritorno che più di altri ha fatto discutere: quello di Fabio Quagliarella.

Cresciuto nel settore giovanile granata, l’attaccante ha debuttato in Serie A con il Toro il 14 maggio 2000, contro il Piacenza, ma la sua prima vera stagione con la prima squadra è arrivata nel 2004-2005, in Serie B: 7 gol in 34 partite e promozione. Poi è arrivato il fallimento del club nell’estate 2005 e la ripartenza dall’Ascoli. Da lì è iniziato il giro d’Italia: Sampdoria, Udinese, Napoli e Juventus.

Proprio a Udine è nata la prima frattura con il popolo granata. Il 5 ottobre 2008 Quagliarella ha segnato una doppietta contro il Torino ed è andato a esultare davanti ai suoi ex tifosi. Più avanti ha riconosciuto quell’errore, promettendo di non festeggiare più contro una sua ex squadra e mantenendo la promessa.

Nel luglio 2014 è poi arrivato l'inaspettato ritorno al Toro, nove anni dopo il fallimento e dopo l’esperienza alla Juventus, dove ha giocato dal 2010 al 2014. È andato via da ragazzo ed è tornato da uomo, con compiti diversi. Il Torino ha appena perso Ciro Immobile, capocannoniere della stagione precedente, passato al Borussia Dortmund, e si è preparato ad affrontare anche l’Europa League: Quagliarella è stato l’uomo chiamato a raccogliere quella eredità.

Al Toro è rimasto due stagioni. Nella prima ha segnato 13 gol in campionato e 3 in Europa League, mettendo la firma in quel pomeriggio entrato nella storia, quando il 26 aprile 2015 i granata hanno battuto la Juventus dopo vent’anni. Nella stagione successiva, però, il rapporto si è spezzato. Il 6 gennaio 2016, in Napoli-Torino, Quagliarella ha segnato su rigore ma non ha esultato, chiedendo scusa ai tifosi partenopei. La Maratona non ha gradito, sono arrivate le contestazioni e le scuse pubbliche. Poi il nell'inverno del 2016 il Torino ha ufficializzato la sua cessione alla Sampdoria. Il secondo capitolo granata è finito così: con un derby storico, una cavalcata europea e qualche rammarico.

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