Entrambi sono stati frenati da infortuni, ma l'albanese si è rivelato indispensabile, mentre l'inglese non ha mai trovato spazio

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Procrastinare? No grazie (VIDEO)

Arrivati a Torino a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro nell'estate del 2025 ed entrambi dall'Empoli, Ardian Ismajli e Tino Anjorin si preparano ad affrontare la loro seconda stagione in granata con prospettive molto diverse. La coppia voluta dall'allora direttore sportivo Vagnati è reduce da un'annata condizionata da problemi fisici, i due ex Empoli hanno però vissuto percorsi opposti. Il difensore albanese, nonostante qualche stop, è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista diventando uno dei punti di riferimento della retroguardia granata. Diverso il discorso per il centrocampista inglese, la cui stagione è stata invece segnata da continui guai fisici che ne hanno limitato fortemente il rendimento e l'utilizzo. Se Ismajli si candida a essere uno dei pilastri del Toro di Abate, per Anjorin resta aperto un interrogativo: quale futuro lo attende in granata?

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Ismajli, tra infortuni e leadership: il perno della nuova difesa

Se c'è un vincitore tra i due ex Empoli, quello è senza dubbio Ardian Ismajli. Anche il difensore albanese ha dovuto convivere con diversi problemi fisici nel corso della stagione, saltando alcune partite e gestendo più di un acciacco. Quando è stato a disposizione, però, il suo impatto è stato evidente. Ismajli si è rapidamente imposto come uno dei leader della retroguardia granata, mettendo a disposizione esperienza, personalità e affidabilità. Le sue prestazioni gli hanno permesso di diventare una delle poche certezze di una difesa che per lunghi tratti è stata a dir poco oscena. Non è un caso, dunque, che oggi il Toro e Abate siano pronti a ripartire proprio da lui, individuandolo come il punto di riferimento e il leader attorno a cui costruire un reparto arretrato, che andrà quasi totalmente rifondato.

Anjorin, un anno da dimenticare: e ora?

Discorso completamente diverso per Tino Anjorin. Arrivato a Torino dopo l'ottima stagione disputata a Empoli, il centrocampista inglese non è mai riuscito a trovare continuità, trasformandosi quasi in un fantasma all'interno della rosa granata. Gli infortuni hanno accompagnato praticamente tutta la sua annata: dai problemi muscolari alla fascite plantare, fino all'operazione all'anca che ne ha compromesso il finale di stagione. Il risultato è stato un rendimento inevitabilmente condizionato e appena 17 presenze complessive tra campionato e Coppa Italia. Nonostante ciò, il Torino è stato obbligato a riscattarlo automaticamente dopo il raggiungimento della salvezza, versando circa 4,5 milioni di euro nelle casse dell'Empoli. Adesso, però, serviranno risposte sul campo. Il ritiro di Pinzolo, in cui è in programma un lavoro personalizzato per provare a recuperarlo, rappresenterà il primo vero banco di prova per Anjorin, chiamato a dimostrare di poter finalmente mettersi alle spalle i continui problemi fisici e ritagliarsi uno spazio nel Toro di Abate. La concorrenza in mezzo al campo non manca e l'inglese, inevitabilmente, parte oggi qualche gradino indietro nelle gerarchie. La prossima stagione potrebbe dire molto sul suo futuro in granata: ma se non dovesse convincere il nuovo tecnico, sia sotto il profilo atletico sia sotto quello tecnico, non è da escludere che il club possa valutare già nei prossimi mesi una nuova sistemazione, a titolo definitivo o temporaneo, per un giocatore che resta ancora un'incognita.

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