Toro, 0-0 a Cremona senza idee: ora serve guardare al futuro e rivedere alcune decisioni

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Il Toro si ferma allo Zini e manca l’appuntamento con la terza vittoria consecutiva dopo i successi contro Pisa e Verona. Contro la Cremonese finisce 0-0, al termine di una gara opaca, in cui i granata non riescono mai a trovare ritmo e soluzioni, rischiando anzi qualcosa nel corso dei 90’. L’unico aspetto positivo è il punto conquistato, che vale quota 40 in classifica, ma la prestazione lascia più di un interrogativo. A cinque giornate dalla fine, serve qualcosa in più anche in ottica futura: ecco le tre sentenze che arrivano dal match contro la Cremonese.

US Cremonese v Torino FC - Serie A

1. La salvezza è raggiunta, ma Cremona non può essere la base di partenza

US Cremonese v Torino FC - Serie A
CREMONA, ITALY - APRIL 19: Giovanni Simeone of Torino FC and Roberto D'Aversa Head Coach of Torino FCn celebrates after the match ended in a draw 0-0 against US Cremonese during the Serie A match between US Cremonese and Torino FC at Stadio Giovanni Zini on April 19, 2026 in Cremona, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)

Tre giornate fa, con il Torino fermo a 33 punti e con appena sei lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione, chiunque avrebbe firmato per raccogliere 7 punti tra Pisa, Verona e Cremonese. Missione compiuta: quota 40 raggiunta e salvezza ormai in cassaforte, con un rassicurante +12 sulle terzultime. D’Aversa ha centrato l’obiettivo, rimediando a una situazione complicata ereditata dalla gestione Baroni. Eppure, al di là dei numeri, restano più di alcune perplessità. Le prestazioni offerte in queste tre gare difficilmente possono rappresentare una base solida su cui costruire il futuro. Emblematica, in tal senso, la prova dello Zini: un Toro spento, senza idee e spesso in balia dell’avversario e salvato dalla rete annullata a Baschirotto per il fallo su Paleari. I dati raccontano bene l’andamento della gara: appena il 35% di possesso palla e tanti errori tecnici anche nei pochi momenti di gestione. Ancora più eclatante il dato offensivo: un solo tiro in porta, quello di Kulenovic al 95’, che si aggiunge ai due contro il Verona e ai due contro il Pisa. Cinque conclusioni nello specchio contro le ultime tre della classifica: un segnale che impone riflessioni. Mancano cinque giornate alla fine, l’obiettivo è stato raggiunto, ma ora serve cambiare passo. Il Toro è chiamato a liberare la testa e offrire prestazioni più convincenti. D’Aversa lo sa bene: questo finale di stagione può pesare anche sulle valutazioni in vista della prossima annata e su una sua eventuale permanenza sulla panchina granata.

2. Il cambio di Njie lascia perplessità: la gestione dei giovani va rivista

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CREMONA, ITALY - APRIL 19: Alieu Njie of Torino FC in action during the Serie A match between US Cremonese and Torino FC at Stadio Giovanni Zini on April 19, 2026 in Cremona, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)

Se c’è un punto da cui il Toro deve ripartire in vista della prossima stagione, è la valorizzazione dei giovani. Un aspetto che fin qui è stato gestito a intermittenza e che a Cremona ha fatto discutere. Emblematico il caso di Alieu Njie, entrato al 68’ e poi sostituito al 90’. D’Aversa ha spiegato così la scelta nel post gara: "Era ammonito e aveva preso un colpo alla tibia, non volevo rischiare di restare in dieci". Una motivazione che lascia qualche dubbio, soprattutto considerando il momento della partita e l’avversario. Restare in inferiorità numerica nel finale, perdendo un attaccante non sarebbe stato così determinante, mentre per un giovane imparare a gestire un’ammonizione è parte del percorso di crescita. Una decisione che si inserisce in un quadro più ampio: il poco spazio concesso ai giovani. Anche a Cremona, ad esempio, Ilkhan è rimasto ancora fuori, per la terza gara consecutiva, nonostante le buone prove offerte in precedenza in cabina di regia. Nelle ultime cinque giornate, a salvezza raggiunta, il Toro ha l’occasione di guardare avanti: più spazio ai giovani e magari qualche inserimento dalla Primavera possono rappresentare un primo passo per costruire il futuro.

Biraghi capitano: un errore evitabile

US Cremonese v Torino FC - Serie A
CREMONA, ITALY - APRIL 19: Tino Anjorin of Torino FC and Cristiano Biraghi of Torino FC in action during the Serie A match between US Cremonese and Torino FC at Stadio Giovanni Zini on April 19, 2026 in Cremona, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)

"C’è stata un’incomprensione in campo quando Vlasic è uscito. Il vicecapitano è Gineitis ma i giocatori non si sono capiti". Così D’Aversa ha spiegato la fascia finita al braccio di Cristiano Biraghi nel finale di gara. Al di là della spiegazione, però, l’episodio non è passato inosservato e ha acceso subito le reazioni dei tifosi granata. Una scelta che lascia perplessi, soprattutto considerando il percorso stagionale del terzino: poco impiego, momenti fuori dal progetto tecnico e prestazioni insufficienti quando chiamato in causa. A questo si aggiunge un rapporto mai realmente decollato con la piazza, anche alla luce di alcuni episodi che avevano già creato malumori. In un contesto in cui identità e appartenenza sono temi centrali, anche dettagli come la fascia di capitano — da sempre simbolo e richiamo ai valori del Toro — assumono un peso specifico. Quanto visto a Cremona è apparso quindi più come un errore evitabile che come una semplice incomprensione, soprattutto in una fase in cui l’ambiente granata resta tutt’altro che sereno.

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