Grandi investimenti, poche soddisfazioni: la lista dei rimpianti del Torino nell’era Cairo

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Culto di Francesco Bugnone: "Il pallonetto di Pulici" (VIDEO)

ZAZA

Cagliari-Torino, Zaza. Foto di: Alessandro Sanna
Cagliari-Torino, foto di: Alessandro Sanna

Guardando la lista dei flop granata, c’è un dettaglio che salta subito all’occhio: sono soprattutto gli attaccanti ad aver tradito le aspettative. Senza considerare Ivan Ilic, dopo Barreto, Iturbe e Niang, il viaggio nei grandi colpi mancati del Torino porta a Simone Zaza.

L’ex Juventus e Sassuolo arrivò nell’estate del 2018 con l'obiettivo di affiancare Andrea Belotti e provare a ricreare, almeno nelle intenzioni, una coppia capace di spingere il Toro verso l’Europa, un po' sulla scia di Cerci e Immobile, seppur con caratteristiche completamente diverse. Fu un acquisto importante anche per l’investimento: 14 milioni di euro complessivi.

Ma facciamo un passo indietro. Prima del granata, Zaza aveva già vissuto un momento molto basso nella sua carriera, e per giunta di grande esposizione: quando in quel maledetto Europeo del 2016 entrò contro la Germania apposta per calciare i rigori e si presentò dal dischetto con una (poi famosa) rincorsa fatta di piccoli passi. Il tiro finì altissimo, sopra la traversa di Neuer, e quelle immagini fecero rapidamente il giro del mondo.

A Torino avrebbe poi avuto l'occasione per aprire una nuova pagina, invece la sua esperienza fu fatta più di bassi che di alti. Pochissimi lampi, troppi periodi anonimi e la sensazione costante che potesse dare molto più di quanto riuscisse realmente a offrire. Zaza non trovò mai la continuità necessaria per diventare un punto di riferimento dell’attacco e, con il tempo, nemmeno il rapporto con la tifoseria decollò. Anzi, tutt'altro. Non entrò mai nel cuore del popolo granata. Qualcosa, però, lo lasciò. Nella stagione 2020-21, con Davide Nicola, arrivarono le due doppiette contro Benevento e Sassuolo, quattro gol pesantissimi nella corsa alla salvezza. Lampi, appunto. Perché è forse proprio questa la fotografia della sua avventura al Toro: qualche spicciolo ma importante momento da ricordare. Ma è troppo poco per non lasciare, soprattutto, un grande rammarico.

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