Chi è Ignazio Abate? Scopriamolo grazie al collega al seguito della Juve Stabia
Quale futuro per la panchina del Torino? (VIDEO)
LA STAGIONE CON LA JUVE STABIA
Che stagione è stata per la Juve Stabia? “È stata una stagione sicuramente esaltante. Vuoi perché la Juve Stabia veniva dallo scorso campionato dove aveva raggiunto la semifinale dei playoff, sconfitta poi 3-0 dalla Cremonese, poi successivamente promossa in Serie A. Ma diciamo che è stata una stagione esaltante anche perché Abate ha preso le redini di questa squadra sin dall'inizio con quella voglia, con quel desiderio, non di strafare, ma di dimostrare che è un tecnico giovane ma anche all'altezza della situazione. Per cui i risultati sono venuti a grappoli. E il campo in casa, quindi lo stadio Menti, è stato da sempre il fortino. In questo campo ha perso una sola volta con il Modena durante il campionato e l'ultima di campionato contro il Frosinone. Però è stato un fortino davvero inespugnabile. Abate è stato quello che ha gestito un gruppo, soprattutto quando si sono dovuti affrontare le difficoltà societarie che non erano poche. In primis gli stipendi da pagare, poi i contributi che hanno significato anche una penalizzazione della squadra per il prossimo campionato. Con questo mare mosso è riuscito a tenere benissimo la squadra lontano da queste difficoltà e i risultati gli hanno dato ragione. Un peccato non essere arrivati in finale dei playoff dove molto probabilmente sarebbe stata una finale Catanzaro-Juve Stabia, dove si sarebbero affrontati proprio gli allenatori che sono in ballo per prendere la guida del Toro. Un peccato davvero. E Ignazio Abate si è portato dietro questa grande amarezza… Io spero che possa avere un futuro radioso ovunque venga chiamato”.
Come ha influito Ignazio Abate? “L'allenatore è molto fermo sulle sue idee, sul suo 3-5-2. Il problema della sua squadra è stato che da gennaio non ha potuto contare sulla punta di diamante che era Candellone, per cui ha giocato quasi sempre con Gabrielloni e Burnete. Ma l'assenza di Candellone è stata determinante, per cui molte volte non è riuscito a sistemare il risultato perdendo partite o pareggiando molte partite in casa proprio perché nel finale di gara c'era un ammorbidimento della squadra. Non dico una scarsa concentrazione, ma c'era questa difficoltà a reggere proprio negli ultimi minuti, se questa è una pecca che si può attribuire ad Abate. Diciamo anche che Abate è giovanissimo, ha 39 anni non ancora compiuti e che compirà a novembre, per cui ha una carriera luminosa davanti. Prima di essere preso dalla Juve Stadia aveva allenato la Ternana, l'aveva portata fino ai playoff, poi nelle ultime gare è stato esonerato ma diciamo più per volontà della società per qualche dissapore. A Castellammare di Stabia ha un ottimo rapporto con la società, riesce a fare il suo lavoro soprattutto senza dare spazio ad altri che possano invadere il suo campo. C'è da sottolineare anche che nel suo percorso alla Juve Stabia ha avuto un feeling veramente eccezionale con il direttore sportivo Lovisa. Ovviamente a Torino c'è Petrachi, ma credo che Lovisa sia candidato ad andare in qualche società di livello, quale potrebbe essere il Verona, lui che è nativo di Pordenone. Anche la scelta dei calciatori è stata ottima a gennaio, tant'è vero che anche io ho dato un 7 pieno al calciomercato della Juve Stabia: è riuscito a portare giocatori che hanno dato tantissimo nella seconda parte del campionato. E ricordiamo che adesso quattro calciatori della Juve Stabia sono stati convocati nell’Under 21: Zeroli, Ciammaglichella, Mannini e lo stesso Okoro per cui diciamo che ha seminato benissimo e io dico che ha raccolto anche benissimo. E tutta Castellammare gli augura veramente un futuro radioso perché ha avuto anche un eccezionale e un ottimo rapporto con tutta la tifoseria e lo testimonia il fatto che nelle ultime partite, quando la squadra andava sotto la curva per prendersi gli applausi di fine gara, è stato chiamato e invocato a piena voce il suo nome proprio perché i tifosi l'hanno sentito come un elemento fondamentale, necessario, indispensabile per i risultati e per l'eccezionale campionato delle Vespi di Castellammare”.
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