Chi è Ignazio Abate? Scopriamolo grazie al collega al seguito della Juve Stabia

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Quale futuro per la panchina del Torino? (VIDEO)

I GIOVANI E I FONDAMENTALI

Quali sono i giocatori fondamentali che non possono mancare in una rosa guidata da Abate? “Ha bisogno di un difensore centrale forte, a Castellammare aveva Giorgini che anch'io ritengo uno dei pilastri di questa squadra, che molto probabilmente giocherà in piazze importanti, forse c’è anche qualche squadra in Serie A che lo potrebbe prendere. Ha creato una difesa con i due esterni fluidificanti, come si diceva una volta, ma molto abili sulla fascia, non solo nel contenimento. Poi deve esserci un centrocampo molto duro, molto, energico infatti quest'anno aveva Mosti, Leone e Pierobon, e quindi il centrocampo deve essere molto folto, i tre devono essere molto efficaci. C'era anche Correia. Quindi il centrocampo ha bisogno di tre elementi veramente agili ma soprattutto buoni incontristi. Questa sicuramente è una cosa fondamentale, anche per dare spazio agli esterni dei cinque di centrocampo che sono quelli che hanno dato sempre maggior fastidio agli avversari. E in avanti ovviamente dei due centravanti ci deve essere uno che la porta la vede. Candellone era uno di questi. Io penso che lui qualche giocatore della Juve Stabia potrebbe portarlo, con il benestare eventualmente di Petrachi. Io credo Giorgini, Correia e Candellone: questi tre secondo me li porterebbe tranquillamente al Torino, non so se per fare da comprimari o se addirittura per giocare titolari”.

Come si pone nella crescita dei giovani? Un chiaro esempio è Cacciamani… “È fondamentale che abbia un ottimo colloquio ma soprattutto un'ottima convergenza di idee col direttore sportivo. È chiaro che lui vorrà avere la sua voce in capitolo, ma io credo che nella scelta tra il giocatore esperto e il giocatore giovane lui punterà sicuramente al giovane. A lui piace lavorare con i giovani, perché l'esperienza della Primavera del Milan gli ha dato proprio quell'input fondamentale per poter lavorare con i giovani. Cacciamani gioca 36 partite, con 2 gol e 4 assist nel campionato in corso, e giocare 36 partite, per un calciatore di 19 anni, vuol dire che ha valore e che quindi chiaramente è entrato proprio, nell'ottica dell'allenatore, nel cervello del calciatore. Per me è stato il miglior calciatore della Juve Stabia, nulla togliendo agli altri che pure hanno giocato al di sopra della sufficienza e anche del 7 pieno. Cacciamani è pronto per la Serie A, prontissimo”.

Il punto forte e il punto debole di Abate? “Il punto forte è che tiene in pugno la squadra. Il punto debole è forse un'eccessiva convinzione in se stesso. A volte rischia di diventare anche un difetto. È poco propenso a riconoscere qualche errore. Lo fa ma in maniera velata. È molto pieno di sé. Questo molte volte lo porta a credere fermamente in delle soluzioni che, se dovessero rivelarsi sbagliate, lui con caparbietà continua a perseguirle, a insistere”.

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