Chi è Alberto Aquilani? Scopriamolo grazie al collega al seguito del Catanzaro

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Quale futuro per la panchina del Torino? (VIDEO)

I GIOVANI E I FONDAMENTALI

Quali sono i giocatori fondamentali che non possono mancare in una rosa guidata da Aquilani? “Non può mancare innanzitutto il talento. E questa è una prerogativa importante perché ad Alberto Aquilani piacciono i calciatori di talento e sa farli rendere molto bene. Un cervello a centrocampo, perché da abile centrocampista sa quanto sia importante il possesso. Una squadra tecnica e soprattutto degli esterni veloci, rapidi, di spinta ma anche di sacrificio. Quindi se dovessi dare tre ingredienti direi: un centrocampista, un cervello, degli esterni rapidi, veloci, anche giovani, e fantasia. Fantasia non dico “a go-go”, perché poi è importante mantenere sempre un equilibrio nel calcio moderno, ma la fantasia è importante. E anche un centravanti, aggiungendo un plus, che sia bravo fisicamente, in grado di fare il lavoro sporco”.

Come si pone nella crescita dei giovani? Un chiaro esempio è Liberali… “Come un fratello maggiore in determinati casi e come un papà in altri casi. Quindi con bastone e con carota. E soprattutto lasciandoli liberi di sbagliare e non mettendoli in panchina quando e se dovessero commettere un errore. È l'atteggiamento ideale ma quando qualcuno fa settore giovanile ha questo plus, ha questa marcia in più, sa come trattare con i giovani. Sono spugne che assorbono ma sono spugne che vanno comunque istruite e vanno comunque in un certo senso assecondate quando sbagliano. Quindi anche e soprattutto il punto a favore di Alberto Aquilani è una gestione perfetta dei giovani, memore della sua esperienza nel settore giovanile della Fiorentina, tra l'altro anche vittoriosa. Ma questo, chiaramente, dipende molto anche dalla società, perché poi un allenatore può avere l'atteggiamento giusto ma una società che attacca e non sostiene nei momenti difficili. Quindi allenatori come Alberto Aquilani hanno bisogno di avere una società che creda molto nel progetto tecnico. E se il progetto tecnico parte con Alberto Aquilani con il minimo dubbio, non so se Alberto Aquilani oggi come oggi possa essere la figura giusta. Anche perché sarebbe la prima esperienza in serie A. Questo non va dimenticato”.

Il punto forte e il punto debole di Aquilani? “Punto forte la lucidità nel gestire anche quando le cose non vanno. Per i punti deboli, e questo è bene dirlo, è come trovare l'ago nel pagliaio. Perché stiamo parlando di un allenatore che regge una stagione da dieci e lode, quindi trovare un difetto in una stagione da dieci e lode è praticamente impossibile. Forse, e dico forse, qualche lettura difensiva. Ma si sa che avendo un calcio offensivo è chiaro che qualcosa in fase difensiva si lascia per strada”.

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