"Serve un cambio radicale di Cairo". Il noto giornalista ex Mediaset traccia un bilancio e porta un'analisi sul mondo granata
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Cairo e la sua insoddisfazione
Maurizio Pistocchi non ci sta: la sosta di tre settimane per le nazionali viene bocciata. Ma questa lunga sosta permette anche al noto giornalista, in esclusiva su Toro News, di tracciare la via sulla stagione del Torino. Il concetto che emerge è chiaro: urgono riflessioni molto profonde sotto la Mole da parte di chi governa la società perché la deriva presa dai granata è poco gratificante. Procediamo comunque con ordine.
L'hanno sorpresa le parole di Urbano Cairo? Si è detto insoddisfatto dell'inizio di stagione del suo Torino... "Chi conosce il calcio sa che quando arriva un allenatore nuovo con idee diverse ha bisogno di tempo, soprattutto se cambiano anche i giocatori. Siamo appena alla quinta giornata, pretendere qualcosa in più è precorrere i tempi. Abate è un buon allenatore, la Juve Stabia aveva un'identità. Lasciamolo lavorare in pace".
Ha un po' forzato la mano il presidente granata? "Cairo è un uomo di comunicazione, se parla c'è una ragione. Se dice una cosa, non è per caso. Secondo me, c'è qualcosa che non gli piace della gestione attuale".
Si è anche espresso su Njie. Davvero aveva caratteristiche non conciliabili con il gioco del Torino? "Come caratteristiche Njie è un esterno, però può essere adattato a fare la seconda punta. Bisogna guardare alle peculiarità del giocatore: ha una bella gamba, è abile nell'uno contro uno. Non ci sono grandi differenze tra fare l'esterno nel 4-3-3 e la seconda punta nel 3-5-2. Cambia un po' la posizione in campo. Nel 4-3-3 giochi più largo, nel 3-5-2 giochi più stretto. Davvero Njie non poteva giocare in coppia con Adams? A me Njie piace molto per le sue qualità. Se la scelta è stata prettamente tecnica, mi fa pensare".
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