Da Maksimovic a Bremer, passando per Zappacosta: tutte le principali plusvalenze realizzate dal Torino durante la gestione Cairo.

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MAKSIMOVIC

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Non partiamo dalla plusvalenza più alta, ma da una cessione che i tifosi del Torino ricordano bene. Quella di Nikola Maksimovic, uno dei colpi più riusciti dell’era Petrachi e, a posteriori, una vera e propria masterclass di mercato. Il difensore serbo classe 1991 arrivò in granata nel 2013 dallo Stella Rossa, dopo essere stato individuato dal direttore sportivo Gianluca Petrachi per appena 1,25 milioni di euro. Il nome era difficile da pronunciare, i dubbi sul giocatore non erano da meno. Ma Maksimovic impiegò poco a spazzarli via.

In tre stagioni al Torino, il serbo diventò uno dei pilastri della squadra di Giampiero Ventura, formando con Kamil Glik ed Emiliano Moretti una delle difese più solide del ciclo Cairo. Furono 76 le presenze collezionate in granata, prima che la sua ambizione lo portasse a cercare una nuova sfida in Serie A. A guadagnarci, però, fu soprattutto il Torino: nel 2016 Maksimovic passò al Napoli per un'operazione complessiva da 26 milioni di euro, considerando il prestito oneroso e il successivo riscatto. L'operazione che permise al Toro di trasformare un investimento da 1,25 milioni in una delle plusvalenze più importanti dell’epoca. Per il Napoli, invece, il rendimento del serbo non fu all’altezza delle aspettative, anche a causa di diversi problemi fisici. Dopo l'addio al Torino, infatti, la carriera di Maksimovic prese una parabola discendente, rendendo ancora più significativo il colpo messo a segno da Petrachi qualche anno prima. Oggi, gioca al Kustošija, club croato di seconda categoria.

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