Torniamo a parlare dei temi caldi in casa Torino insieme a Serino Rampanti nella rubrica Parola al Mister su Toro News

Sandro Mazzola

Mazzola e quel retroscena sulla Juve: "Rifiutai l'offerta pensando a mio padre, lui..."

UN BRUTTO VIZIO

Bologna FC v Torino FC - Serie A 2026/27
BOLOGNA, ITALY - SEPTEMBER 19: Tommaso Pobega of Bologna FC competes for the ball with Rolando Mandragora of Torino FC during the Serie A match between Bologna FC and Torino FC at Stadio Renato Dall'Ara on September 19, 2026 in Bologna, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)

Le sta piacendo questo nuovo metro di giudizio? “Il nuovo metro di giudizio mi piace, devo ammetterlo. Percepisco tanta fatica nell’adeguarsi a questo che è un metodo sano, secondo me, perché c'erano troppe perdite di tempo e troppi falli furbi prima. Ma dopo sarò più preciso”.

Il Torino continua a fare degli errori tecnici nelle transizioni, che sono errori gravi calcisticamente. Contro la Roma era stato Perri, contro il Bologna Fortini. “Mi soffermo un attimo sull'errore di Fortini e mi soffermo un attimo su un altro errore commesso cinque minuti dopo da Mandragora che poteva essere molto deleterio, come lo è stato quello di Fortini. Sono due errori dovuti alla mentalità passata: loro non si sono ancora sintonizzati, sia Fortini che Mandragora, a un nuovo sistema di valutazione degli arbitri. Lampante per tutti è pensare all'episodio di Genoa-Napoli, dove De Bruyne prende il pallone a Vasquez, capitano del Genoa, e fa gol”.

È stato un episodio molto chiacchierato… “Quello è l'esempio lampante dell'abitudine che c'era prima, di prendere il fallo sulle fasce laterali, dando la schiena all'avversario, cercando un po' di spinta, buttandosi per terra. L'arbitro dava subito fallo. E la valutazione, sempre, dei cronisti e dei commentatori in televisione era: " Vasquez prende un fallo con esperienza". Ecco, io fossi un allenatore farei vedere ai giocatori proprio questo modo sbagliato di cercare il fallo. E infatti sia Fortini che Mandragora hanno fatto quell'errore. Mandragora è andato giù, meno male che poi non è entrato il gol ma altrimenti sarebbe stato 2-0. Devono sintonizzarsi su questo modo di arbitrare che c’è adesso, bisogna resistere molto di più alle cariche. E si può resistere, perché prima si andava giù appena si era toccati dall'avversario. Era un modo sbagliato di interpretare la carica dell'avversario. Bisogna pensare bene cosa ha comportato quel fallo non dato al Genoa. Quel fallo lì vuol dire che il Genoa lotta per la retrocessione e l'allenatore rischia di essere cacciato. Deriva tutto da quel fallo lì, deriva tutto dalla mancata sintonizzazione dei giocatori al nuovo modo di arbitrare. Perché poi sempre Vazquez anche nelle partite dopo ha continuato a fare in questo modo, si è fatto espellere contro il Frosinone. Questa condotta ha fatto sì che il Genoa si trovasse in quelle condizioni. E l'allenatore probabilmente perderà il posto. Da un episodio dipende un campionato intero. Io fossi l'allenatore del Torino farei vedere bene Fortini come ha sbagliato, ma farei vedere anche l'episodio di Mandragora, perché Mandragora è un altro che fa quelle cose a centrocampo. E il centrocampo è molto delicato, perché, se l'arbitro non ti dà il fallo, l'avversario si trova con superiorità numerica e tu prendi gol”.

Il cambiamento su questa tipologia di situazioni è evidente, ora che mi ci fa pensare. “Non li fischiano più. Perché non era normale che li fischiassero. Nei campionati inglesi, tedeschi, questi falli qua non venivano fischiati. Solo qua in Italia c’era questa brutta abitudine di fingere di cadere appena l'avversario alle spalle ti toccava. Era una cosa penosa. Adesso gli arbitri si sono adeguati e allora questi giocatori devono adeguarsi, anche perché possono compromettere un campionato intero per una stupidaggine del genere. Non devono più aspettarsi che l'arbitro fischi una volta subita una minima carica. Non devono fermarsi. Bisogna dirlo a questo ragazzo, Fortini, che è appena arrivato. Su di lui voglio esprimere un pensiero: non vorrei mai dover rimpiangere Pedersen”.

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