Qualcuno non ha brillato, altri invece sì, uno più di tutti: le pagelle del reparto arretrato del Torino Primavera

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DIFENSORI CENTRALI

PELLINI 6.5: Capitano, se non c'è Acquah, e grande leader difensivo. È un classe 2007 e, nonostante non sia tra i più grandi, Baldini non può davvero fare a meno di lui. Quando non c'è, come accaduto in alcune occasioni per le convocazioni dalla prima squadra, la sua assenza si sente. Se può, Baldini lo schiera sempre: 34 presenze, 34 titolarità (unico con questa media). Porta a casa anche due marcature per una stagione davvero di livello. Entro il 30 giugno il Torino dovrà decidere se acquistarlo a titolo definitivo dalla Virtus Entella.

CARRASCOSA 7: Un talento sopra tutti. Quel talento sopra tutti è proprio Manuel Carrascosa. 193 cm per il talento classe 2008: l'anno prima si era fatto inquadrare con l'Under 17, quest'anno dall'Under 18 neanche ci passa se non per qualche frangente (4 partite). Paga in alcune occasioni la troppa foga (il rosso contro la Fiorentina gli costa tre giornate) ma, per il resto, la sua tecnica e la sua qualità gli valgono la titolarità per Baldini, sia come difensore centrale che come terzino sinistro, e il titolo di miglior difensore del campionato Primavera 1. Se ci sarà da parlare di qualcuno, sicuramente ci sarà da parlare di Manuel Carrascosa.

TONICA 6.5: Si colloca tra le sorprese positive di questa stagione: arriva a gennaio dal Legnago Salus, in Serie D, e si propone da subito come un calciatore solido e di prospettiva. Classe 2007, Baldini vede in lui una soluzione solida per la difesa, sia con Carrascosa che con Pellini, facendo scalare lo spagnolo più esterno e preferendo la titolarità del rumeno piuttosto che di Kugyela. Spazio meritato, così come la sufficienza più che piena.

DESOLE 5: È un giocatore che, nella teoria, piace e si fa piacere. Nella pratica, però, gioca un'ottima gara, così come tutti, contro il Napoli ad agosto, trovando anche il gol che chiude la gara, ma, come tutti, soffre tanto il periodo di difficoltà della squadra. Soffre troppo, forse, e non riesce a risollevarsi, trovando solo due presenze da ottobre a gennaio. In questo mese passa al Chievo salutando Torino dopo essere cresciuto in granata.

PEREZ 5: Le aspettative sono davvero alte, e questo, forse, lo condiziona. Arriva in estate dal Real Betis di Siviglia, dopo un anno in prestito all'Inter Primavera. Ci si aspetta moltissimo, e per questo delude. Arrivano quattro titolarità consecutive per il classe 2006, che corona con il gol nel derby d'andata a dicembre. Da quel momento nulla più: non trova più spazio e la difesa funziona bene anche senza di lui. Chiude la stagione con 396 minuti totali, troppo poco.

BONADIMAN 5: Il percorso è quello inverso di Daniel Tonica: a gennaio passa dal Torino al Legnago Salus a titolo definitivo. La prima metà di stagione, che passa in granata, non è positiva per il classe 2006: quattro presenze a inizio stagione, un'ultima contro il Genoa per salutare.

GALLO sv: Classe 2007, si riaffaccia alla Primavera solo gradualmente come era naturale che fosse. Con Baldini trova soltanto 9 minuti spalmati in 2 presenze. In Under 18 torna a regime. 12 presenze e 3 reti per iniziare una nuova scalata.

MANZI sv: Come Tonica, arriva a gennaio a titolo definitivo, dall'Inter SM Sammaurese, club militante in Serie D. Con Pellini sempre più ingaggiato in prima squadra, soprattutto nella parentesi Baroni, arriva per l'Under 18 ma con la possibilità di dare man forte al reparto Primavera, potendo giocare centrale e terzino destro. In realtà, il classe 2008 non è chiamato a coprire grossi buchi in Primavera: una sola presenza, da titolare, giocata interamente. Sono, però, 15 quelle giocate in Under 18.

GAFFURINI sv: Di sottoleva ne abbiamo citati in questa pagella, ma così tanto no. Classe 2009, gioca tanto con l'Under 17 (26 presenze), un po' con l'Under 18 (1 presenza) e trova addirittura l'esordio con la Primavera: Baldini gli regala 2 minuti contro la Lazio. Non sarà tanto, ma fare esperienza in tre categorie in una stagione sola è qualcosa che solo in pochi riescono a fare (esempio, l'anno scorso, Cacciamani, anche se tutto spostato in alto di una categoria). Un esordio che è un premio per uno dei prospetti più interessanti del vivaio.

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