Atalanta-Torino 3-3, le statistiche: i granata ci hanno creduto fino al 90′

Statistiche / I numeri dell’ultima sfida che ha visto impegnati gli uomini di Davide Nicola al Gewiss Stadium contro l’Atalanta

di Cecilia Mercatore

Finisce 3-3 la partita di campionato tra Atalanta e Torino disputata ieri al Gewiss Stadium di Bergamo. Pareggio praticamente oro per la squadra di Davide Nicola se si tiene conto della partita e dell’avversaria, ma poco utile in ambito classifica. I granata difatti rimangono in quartultima posizione a +1 dal Cagliari di Eusebio Di Francesco che giocherà questa sera all’Olimpico di Roma contro la Lazio. Al 21′ di gioco del primo tempo, la formazione granata si trova sotto già di tre gol, tre reti arrivate nell’arco di soli sette minuti. Il Torino però non molla la presa e dal 42′ ha inizio la rimonta granata con il primo dei tre gol. La Dea ha nettamente dominato nella prima frazione dei primi 45′ di gioco, ma la squadra di Davide Nicola non si è arresa – come avrebbe fatto senz’altro un tempo – , bensì ha reagito. Ciò lo si nota anche analizzando i dati del match.

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BERGAMO, ITALY – FEBRUARY 06: Players and staff of Torino FC huddle after the Serie A match between Atalanta BC and Torino FC at Gewiss Stadium on February 06, 2021 in Bergamo, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

RIMONTA – A inizio campionato mai avremmo pensato che il Torino sarebbe riuscito a rimontare un 3-0, tanto meno dell’Atalanta. Eppure, alla giuda di Davide Nicola, i granata ci sono riusciti. La squadra capitanata da Andrea Belotti è passata in svantaggio nei minuti iniziali, al 14′ con un gol di Josip Ilicic, al 19′ con Robin Gosens – assegnato poi l’autogol a Salvatore Sirigu – e al 21′ con Luis Muriel. Nell’arco di soli sette minuti, il Torino è andato sotto di ben tre reti. I granata, però, non si sono chiusi in difesa per evitare il peggio, al contrario hanno reagito e al 42′ di gioco è arrivato il primo dei tre gol della formazione di Davide Nicola firmato Andrea Belotti. A quella del capitano granata, segue la rete di Gleison Bremer al primo minuto di recupero del primo tempo. Il Torino accorcia così le distanze. Conclude la rimonta al minuto 84 Federico Bonazzoli, entrato al posto di Simone Zaza tre minuti prima di firmare il 3-3. Pareggio senz’altro meritato per la squadra granata che, tolti i primi 25′ di gioco, ha creato più azioni pericolose ed è andata più volte al tiro dell’Atalanta di Gasperini.

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STRATEGIA – Entrambe le squadre non si sono sbilanciate più di tanto, hanno mantenuto il loro baricentro per quasi tutti la durata della partita intorno alla metà campo. Soprattutto nei secondi 45′ di gioco, il Torino ha alzato maggiormente la pressione e giocato un maggior numero di palloni. Questo risulta leggermente più evidente analizzando i dati sull’altezza media del baricentro di Atalanta e Torino. Nella prima frazione di gioco la Dea si è mantenuta sui 51,66 metri, rimanendo nei pressi della metà campo. Mentre la squadra di Davide Nicola si è stabilita sui 50,12 metri, poco al di sotto della linea di metà campo. Il baricentro di entrambe le squadre – maggiormente quello del Torino – è aumentato nel secondo tempo: 53,95 metri per la formazione di Gian Piero Gasperini, contro i 55,25 metri dei granata. L’aumentare del baricentro della squadra di Davide Nicola nella seconda frazione di gioco evidenzia l’impegno e le maggiori conclusioni pericolose create dal Torino per trovare il gol del pareggio.

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  1. NEss - 3 settimane fa

    – Atalanta, 4 tiri in porta e 3 goal.
    Uno in realta’ non era neanche indirizzato in porta, l’ha buttato dentro Sirigu.

    – Fiorentina, 3 tiri in porta 1 goal

    – Benevento, 3 tiri in porta 2 goal
    Non so come contino il goal annullato a Glick.

    Questi i risultati da quando Giampaolo ha lasciato.

    Si sta giocando senza portiere, indipendentemente da quali siano i motivi.

    Numeri simili a inizio torneo. Poi Giampaolo ha detto di aver (quasi) sistemato le questioni extra-calcistiche ed il rendimento in porta era migiorato, dopo aver avuto M-Savic per un paio di partite.

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  2. enricolai68@gmail.com - 3 settimane fa

    BRAVO !!!!!
    CONDIVIDO IN PIENO !!!!
    NON VOGLIAMO FARE LA FINE DELL’OSASUNA……VERO ???

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  3. ...ed ora Silenzi !!! - 3 settimane fa

    Le statistiche difficilmente non dicono la verità su una partita.
    In genere, quando la partita finisce, prima di andare in sala stampa, l allenatore parla con i propri assistenti e guardano i numeri della partita, per avere una prima vision della prestazione della squadra…
    Ricordando l analisi di ieri del tecnico nerazzurro, trovo strano che questo non sia stato fatto….

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  4. Junior - 3 settimane fa

    Non abbiamo bisogno di allenatori filosofi ma di gente pratica e addirittura meglio se viene dai nostri ranghi, capisce le nostre radici, il credo, la linfa che ci guida in ogni partita: l’orgoglio, la consapevolezza se si vince é anche un calcio all’ingiustizia. Mondo, Radice, Ezio Rossi, Camolese, Longo, Davide Nicola sono solo esempi che ci hanno dato varie dimensioni in diverse fattispecie ma tutti con lo stesso punto di partenza: sofferenza e spirito di gruppo. Il resto sono chiacchiere da bar e speculazioni. Il nostro presidente spero si renda conto una volta per tutte da dove deve partire per dove vuole arrivare e non il contrario.

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