Le prime partite della nuova stagione saranno cruciali, ma in casa Toro emergono già le prime insidie

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Abate e quel piccolo dettaglio nel contratto legato all'Europa... (VIDEO)

La notizia era nell'aria, ma adesso è arrivata anche l'ufficialità. Il Ministero dell'Interno ha disposto il divieto di trasferta per i tifosi del Torino fino al 3 novembre, provvedimento che coinvolge anche quelli della Juventus. Una decisione che affonda le proprie radici negli scontri verificatisi prima del derby dell'ultima giornata della scorsa stagione, episodi che hanno avuto conseguenze importanti sotto diversi punti di vista. Tra queste, il grave ferimento di un sostenitore bianconero, colpito alla testa e ricoverato d'urgenza prima di essere dimesso nei giorni scorsi. A ciò si sono aggiunte le tensioni all'interno dello stadio, con la protesta della curva juventina che ha provocato il ritardo di un'ora dell'inizio della gara e la successiva uscita dal settore. Un gesto a cui ha risposto anche la parte centrale della Maratona granata, che ha lasciato gli spalti in segno di solidarietà. Ora è arrivata la sanzione, già sperimentata dal Torino in questa stagione dopo gli scontri contro il Verona, che sono costati le trasferte di Cremona e di Udine. Questa volta, però, rischia di avere ripercussioni significative soprattutto sul Torino, chiamato a ripartire dopo una stagione già complicata.

Torino FC v Juventus FC - Serie A

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Toro, sarà un avvio in salita

L'inizio del campionato rappresenta sempre una fase delicata, ma per il Toro potrebbe assumere un peso ancora maggiore. Dopo un'annata ricca di difficoltà e risultati al di sotto delle aspettative, i granata avranno bisogno di partire forte per ricostruire entusiasmo e fiducia attorno all'ambiente. In questo contesto il sostegno dei tifosi avrebbe potuto rappresentare un fattore importante, soprattutto lontano da casa. Le prime cinque trasferte saranno contro Sassuolo, Fiorentina, Bologna, Parma e Frosinone: impegni alla portata di una squadra che vuole rilanciarsi, ma che dovrà affrontarli senza il supporto del suo dodicesimo uomo. Alla pressione legata all'arrivo di un nuovo allenatore come Abate e a una rosa che inevitabilmente andrà rinnovata e dovrà trovare nuovi equilibri, si aggiunge così la stangata per il tifo granata. L'avvio della nuova stagione, insomma, si presenta già in salita.

E in casa...

Se lontano da Torino il sostegno dei tifosi non è mai mancato, con il settore ospiti spesso gremito di sostenitori granata, diverso è il discorso per le gare casalinghe. Resta infatti da capire quale sarà la risposta della tifoseria organizzata in vista della nuova stagione. Le proteste che avevano caratterizzato gran parte della seconda metà dello scorso campionato, con gli ultras che avevano disertato lo stadio fino al derby contro la Juventus, avevano evidenziato una frattura profonda tra una larga fetta del tifo e la società. Una distanza che non sarà colmata nel giro di pochi mesi. L'impossibilità di seguire la squadra in trasferta potrebbe quindi intrecciarsi con le decisioni che verranno prese dai gruppi organizzati nelle prossime settimane. Proseguire sulla strada della contestazione, mantenendo la linea adottata negli ultimi mesi, oppure tornare a sostenere la squadra proseguendo la protesta alla società sugli spalti dell'Olimpico Grande Torino? La risposta arriverà soltanto con l'inizio del campionato, ma sarà un aspetto tutt'altro che secondario. Il clima che accompagnerà il Toro nelle prime giornate potrebbe infatti influenzare non solo l'atmosfera sugli spalti, ma anche il percorso di una squadra chiamata a ripartire quasi da zero dopo una stagione da dimenticare.

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